Conte, lettera alla Ue: “Rispettare patti, ma ora nuove regole”

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il forum ANSA
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante il forum ANSA, Roma, 12 giugno 2019. ANSA/ETTORE FERRARI

ROMA. – L’Italia rispetterà il patto di stabilità ma il nuovo quinquennio europeo dovrà essere quello della revisione delle regole. A otto giorni dal Consiglio europeo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ospite del Forum ANSA, traccia la sua strategia per evitare la procedura d’infrazione Ue. Ed è una strategia che Conte mette nero su bianco, in una lettera che sarà inviata alle istituzioni europee nella quale elencherà ad uno ad uno i nodi delle regole europee vigenti.

Conte vuole impostare una trattativa basata sul dialogo, già a partire dal vertice Med7 dove è previsto un bilaterale con Emmanuel Macron. “Siamo sempre disponibili a confrontarci, non è interesse dell’Italia subire una procedura d’infrazione, non è una prova di muscolare”, afferma Conte, convinto di poter portare al tavolo dell’Ue numeri diversi da quelli emersi sul debito dalle raccomandazioni di Bruxelles.

“Ridurremo il debito in una maniera che forse neppure ci aspettavamo, riusciamo a mantenere le promesse, abbiamo entrate più cospicue rispetto a quelle che avevamo prudenzialmente stimato”, assicura Conte che lavorerà già in queste settimane alla manovra d’autunno, con l’obiettivo di portare in Ue una trattativa fatta anche di numeri.

Per questo, racconta il premier, dopo il vertice economico di questa mattina a Palazzo Chigi è stato deciso di istituire sette tavoli ad hoc sui vari aspetti della manovra: dalla flat tax al Sud, dalle tax expenditure alle privatizzazioni. Ma l’approccio di Conte sarà anche critico.

“Ho ormai pronta una bozza di una lettera in cui da un lato ribadiremo che vogliamo rispettare il patto di stabilità e crescita e riteniamo che la manovra sia in linea, ma dall’altro lato non vogliamo rinunciare a offrire un contributo critico alle regole Ue”, annuncia il premier affermando un principio: nel mercato unico ciascun Paese deve avere parità di chance. Cosa che, al momento, manca.

Un esempio? “E’ sleale, il comportamento di chi considera una leva fiscale particolarmente agevolata all’interno di un mercato unico”, osserva il presidente del Consiglio. La trattativa sulla manovra, nei prossimi giorni, si incrocerà con quella per i tob jobs europei.

E, all’ANSA, Conte definisce per la prima volta le richieste dell’Italia. “Rivendichiamo una posizione di primo piano, un portafogli economico” ma “non chiederò per ragioni di eleganza gli Affari economici, in un momento di confronto sulla procedura d’infrazione”, spiega. Tradotto: Concorrenza, Commercio, Industria sono le commissioni a cui mira l’Italia.

Conte non si spinge a fare i nomi di possibili candidati ma rimarca: il criterio di ripartizione dei presidenti di commissioni tra i Paesi membri non deve essere “solo quello dello Spitzenkandidat, esiste il criterio geografico, previsto anche dai Trattati, o quello dell’equilibrio tra Paesi più piccoli e più grandi”. Non solo.

Per il premier occorre un equilibrio tra il presidente della commissione Ue e le altre presidenze, a partire da quella della Bce. Per questo sulle nomine, serve “un approccio in termine di pacchetto”, spiega. Conte resta prudente anche sull’eventualità di un rimpasto, magari legato alla nomina del futuro commissario Ue.

“Il presidente del Consiglio non ne avverte l’esigenza. Per quel che riguarda la sensibilità di qualche forza politica, fin qui non c’è stata richiesta, se ci fosse la affronteremmo. Ma al momento non è nell’ordine delle cose”, sottolinea il premier negando, in queste ore, ulteriori tensioni con i suoi vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

“I toni della campagna elettorale mi avevano preoccupato, ora c’è un clima di ritrovata fiducia”, spiega Conte che, passando in rassegna i momenti più critici del suo anno a Palazzo Chigi non cita il post-Europee ma la trattativa con l’Ue dello scorso autunno. “Evitare la procedura è stato un grande risultato”, ricorda. Ora gli toccherà ripetersi.

(di Michele Esposito/ANSA)