Esplosione sventra una palazzina a Gorizia, tre morti

Vigili del fuoco sgombrando calcinacci della palazzina crollata a Gorizia.
Vigili del fuoco sgombrando calcinacci della palazzina crollata a Gorizia. (ANSA)

GORIZIA. – Un’intera palazzina crollata, sventrata, nel centro di Gorizia. Morte tre persone: una coppia che aveva casa al piano superiore e un uomo, che abitava da solo al piano terra. In serata nell’area ancora transennata, lungo viale XX Settembre, ci sono cumuli di macerie.

Dalla strada si vede ancora quel che resta dell’appartamento della coppia, Sabina Trapani, 43 anni, di origine venete, arredatrice di interni, e Miha Ursic, originario della vicina Slovenia: una parete tinta di blu, presumibilmente quella della camera da letto, e un mobile del bagno. Rimangono in piedi tre muri portanti dell’edificio, tutto il resto non c’è più.

Un boato forte “come non l’avevo sentito mai” hanno raccontato i vicini; “pareva un terremoto”, ha detto qualcun altro. E poi un intero palazzo di tre piani -l’ultimo una soffitta- che crolla, presumibilmente per una fuga di gas a cui ha fatto seguito un’esplosione. E’accaduto verso le 4 del mattino. Frammenti hanno raggiunto anche un’abitazione, una villetta a più piani, dall’altra parte della alla strada.

I primi corpi, quelli della coppia che aveva scelto Gorizia per costruire la propria vita insieme, sono stati trovati verso le 9. Quello di Fabrizio Facchettin, 50 anni, originario di Trieste, viene rinvenuto qualche ora più tardi. La Procura di Gorizia ha aperto un fascicolo per l’ipotesi di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, ma ha precisato il procuratore capo, Massimo Lia, “tutto è in evoluzione”.

Secondo una prima ipotesi – “è ancora presto per la verità accertata” – è che l’esplosione “sia partita dal piano terra”. Il sindaco, Rodolfo Ziberna, ha proclamato una giornata di lutto cittadino per sabato. Quanto accaduto, ha affermato, è “un dramma immenso per la nostra comunità”. Cordoglio alle famiglie delle vittime è stato espresso dalla presidente del Senato, Elisabetta Casellati.

I soccorsi sono giunti al 72 di viale XX settembre pochi minuti dopo il crollo. Una trentina di uomini dei vigili del fuoco, provenienti da Gorizia, Udine, Trieste e Venezia con specialisti, hanno scavato ininterrottamente con mezzi e a mani nude. Lo scavo è stato interrotti solo dalla ricerca delle persone sotto le macerie con le unità cinofile. Ricerche che non hanno dato alcun esito. Non sono state trovate bombole di gpl, hanno spiegato i soccorritori. E si continua a lavorare per bonificare l’area, che è stata posta – recitano i cartelli appesi alle transenne – sotto sequestro.

(dell’inviata Alice Fumis/ANSA)