Impronte digitali anti-furbetti. Pronte le norme

Un dito appoggiato al sistema verifica impronte.
Impronte digitali anti-furbetti.

ROMA. – Il ministro della P.a, Giulia Bongiorno, appena in carica aveva chiarito che non ci sarebbe stata una riforma targata con il suo nome ma le misure appena entrate in vigore con il dl Concretezza vanno a rivoluzionare niente meno che i meccanismi di controllo delle presenze. Stop ai badge. Al loro posto arrivano le impronte digitali. Togliere il terreno da sotto ai piedi ai ‘furbetti del cartellino’, l’obiettivo.

Per sostituire gli attuali sistemi con i nuovi servono misure ad hoc. La legge appena entrata in vigore non basta. Tempi prefissati non esistono ma Bongiorno vuole correre e traccia uno spartiacque: “fino ad oggi, di fatto, la facevano franca in troppi; adesso, con le impronte digitali e la videosorveglianza preveniamo il fenomeno”. La macchina quindi si è già mossa e infatti le misure attuative sono pronte. Tanto che il testo è stato inviato al Garante della Privacy in tempi record, il primo giorno utile. La legge è efficace da domenica, prima non si poteva.

Al Garante spetta un vaglio che non appare semplice, visto il disappunto espresso da Antonello Soro, che in audizione in Parlamento nei mesi scorsi si è opposto a un’introduzione “generalizzata” del cosiddetto ‘controllo biometrico’. Probabilmente infatti si ricorrerà ad un’applicazione spalmata su più fasi, in modo da consolidare prima il meccanismo nelle realtà più grandi, come ad esempio i ministeri.

Il modo di andare incontro ai territori si potrà trovare discutendone insieme a Regioni e Comuni, con cui d’altra parte deve essere raggiunta un’intesa. Bongiorno ha più volte rassicurato, spiegando che ci sono amministrazioni che per combattere l’assenteismo già stanno utilizzando il nuovo metodo. E’ il caso dell’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli. Ma lo stesso succede nel Ruggi D’Aragona a Salerno. Quanto alla privacy, invece, la riservatezza secondo il ministro sarà garantita dalla trasformazione delle informazioni in codici alfa-numerici.

La priorità sta, ha sempre rimarcato Bongiorno, nel mettere uno “stop ai truffatori”. Anche perché i furbetti continuano a riempire le cronache. E’ di oggi l’indagine a Molfetta, di venerdì scorso quella sul dipendente del Comune di Parma. A fine giugno erano scattate sospensioni per ‘false timbrature’ all’ufficio Giardini di un municipio di Roma.

Il fenomeno per la titolare della P.a è “cronico” e se, ha detto in più occasioni, “va benissimo” la stretta imposta con il decreto Madia, che ha inasprito le regole sui licenziamenti, occorre però “anche prevenire” attraverso, appunto, le impronte. Ma la legge sulla Concretezza prevede altro, a cominciare “da una drastica riduzione dei tempi delle procedure concorsuali”.

Non ci sarà più bisogno di un’autorizzazione preventiva per bandire o assumere, fino all’80% delle facoltà. Si apre ai test a risposta multipla. Via libera alla correzione automatizzata e alla creazione di sottocommissioni, tra i membri ammessi i pensionati. Tra un mese dovrebbe uscire un decreto che rivede un po’ la politica dei compensi per i commissari, per incentivare le candidature. La penuria in tal senso sarebbe uno dei fattori alla base delle lungaggini.

Ma chi assumere? Innanzitutto valgono più le prove che i titoli, dopo di che bisognerà privilegiare esperti in digitalizzazione, uso dei fondi strutturali e semplificazione. Per far sì che tutte le amministrazioni rispondano agli stessi criteri al ministero verrà creato un pool di 53 ‘guardiani’. Insieme all’Ispettorato vigileranno sull’attuazione dei “piani triennali per le azioni concrete”. Ma il ministro guarda già al prossimo step, la riforma della dirigenza. Materia delicatissima. Ci aveva provato anche il precedente Governo, il tentativo si fermò davanti alla Corte Costituzionale.

(di Marianna Berti/ANSA)