Rc auto in calo dal 2012, assicurazioni detengono 15% debito

Parco auto parcheggiate in un deposito concessionario.
Parco auto parcheggiate in un deposito concessionario.

ROMA. – La spesa degli italiani per assicurare la propria automobile è rimasta sostanzialmente invariata lo scorso anno rispetto ai 12 mesi precedenti, ma è diminuita sensibilmente rispetto a sei anni prima. A parlare sono i numeri, che mostrano come nel 2018 gli automobilisti abbiano pagato in media un premio Rc auto di 414 euro, un importo sostanzialmente in linea con il 2017, ma in calo del 25% rispetto al 2012.

La fotografia della situazione dell’Rc auto e della più generale situazione del comparto è stata scattata questa mattina nel corso della 75esina assemblea annuale dell’Ania dalla presidente Maria Bianca Farina, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, della presidente del Senato Anna Maria Casellati, del premier Giuseppe Conte, del presidente dell’Ivass e direttore generale di Bankitalia Fabio Panetta. Rappresentanti delle principali istituzioni ai quali Farina ha chiesto un “costruttivo, veloce confronto per garantire al paese la rimozione dei fattori di debolezza con misure legislative, regolamentari e fiscali adeguate e organiche”.

Anche perché, ha spiegato, le assicurazioni per parte loro forniscono un “sostegno ancora oggi significativo al nostro debito pubblico”. Basti pensare che i titoli di stato italiani sfiorano il 40% circa del totale degli investimenti assicurativi e rappresentano il 15% dell’intero stock in circolazione.

Analizzando l’andamento del comparto Rc auto, la presidente ha sottolineato come altra nota positiva tra il 2012 e il 2018 il calo del 40% delle distanze territoriali oltre che la sensibile diminuzione della la differenza con il premio medio dei principali Paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito), passata da 213 a 72 euro.

Andando ad analizzare nel dettaglio i bilanci delle compagnie, lo scorso anno la raccolta premi complessiva è stata di 135 miliardi di euro, con un incremento del 3,2% rispetto al 2017. Al risultato positivo hanno contribuito sia il settore vita (102 miliardi, +3,5%) sia i rami danni (33 miliardi, +2,3%).

A questi premi si devono aggiungere quelli raccolti dalle imprese europee che operano in Italia, pari a 13 miliardi nel vita e 5 miliardi nel danni. Mostra invece il segno meno la voce utili netti, scesi del 30% a 4 miliardi di euro, con il calo che ha essenzialmente riguardato il settore vita, in seguito alle rettifiche di valore contabilizzate sui titoli.

Tornando sul comparto dell’Rc auto la presidente ha spigato che gli andamenti molto positivi sono dovuti alla forte concorrenza fra le imprese, alla presenza crescente della telematica, dove l’Italia è al primo posto nel mondo, e al calo delle frodi. Anche se queste ultime sono comunque ancora troppo diffuse e proprio per questo Farina ha lanciato un appello affinché l’impegno dell’Ania sulla repressione delle frodi sia  necessariamente accompagnato da una “revisione organica della normativa Rc auto, oggetto fin qui di troppe e non sempre coordinate modifiche”.

(di Angelica Folonari /ANSA).