Voragini e tetti sfondati, in Abruzzo si contano i danni

Violenta grandinata a Pescara. Il fenomeno ha provocato danni consistenti: auto danneggiate, parabrezza e vetri infranti, tetti danneggiati.
Violenta grandinata a Pescara. Il fenomeno ha provocato danni consistenti: auto danneggiate, parabrezza e vetri infranti, tetti danneggiati. ANSA/DOLCE

PESCARA. – Voragini nelle strade, tombini saltati, tegole volate via e tetti sfondati, locali al pianterreno inagibili, senza contare le auto con il parabrezza pericolosamente lesionato, se non distrutto: il giorno dopo, sotto al sole che ha spinto tanti a tornare in spiaggia, sono ancora più evidenti a Pescara e dintorni i danni della grandine, della pioggia torrenziale e delle raffiche di vento che ieri hanno sferzato la costa abruzzese e le campagne nell’immediato entroterra. E gli effetti sono devastanti su alberi da frutto, ortaggi e colture cerealicole.

“Stiamo facendo la conta dei danni – assicura il presidente della Regione, Marco Marsilio, uscendo dalla riunione al Centro operativo (Coc) di Pescara con i sindaci dei Comuni colpiti dal maltempo – ma data l’eccezionalità dell’evento abbiamo preannunciato da ieri al Governo la richiesta dello stato di emergenza per calamità naturale. Stiamo valutando i danni subiti da abitazioni private, scuole e altri stabili pubblici e privati”. A Pescara in meno di un’ora sono caduti 120 millimetri di pioggia.

“Una cosa mai vista, soprattutto mai vista una grandine con chicchi grandi come palle da baseball” commenta il sindaco, Carlo Masci. Ma i consiglieri comunali di centrosinistra accusano l’Amministrazione di ritardi. “Non potevamo aspettarci che il Comune fermasse la grandine, ma alcune misure precauzionali non sono state messe in atto, secondo noi, considerando che il Centro Funzionale d’Abruzzo aveva emesso il 9 luglio per il 10 un avviso di condizioni meteo avverse. E perché i numeri del Coc sono stati comunicati così in ritardo? Spiace ricordare che ieri pomeriggio i sottopassi erano aperti, i parcheggi al coperto erano aperti e le strade erano aperte”.

E sollecitano controlli sulle scuole, “considerando che c’è poco tempo perché ad agosto ci sono le ferie e il 16 settembre inizierà il nuovo anno”. “Le scuole di alcuni comuni sono in una condizione molto critica – osserva Marsilio – a Francavilla al Mare (Chieti) ci sono scuole con i tetti scoperchiati e l’acqua è entrata all’interno”.

Tanti anche gli edifici danneggiati a Miglianico e a Torrevecchia Teatina (Chieti), e più a sud a San Salvo, Vasto e Casalbordino (Chieti). “È un bene davvero che oggi non si sia qui a piangere dei morti – aggiunge il presidente della Regione – perché i danni sono stati scioccanti, anche per le persone e per la nostra comunità. Non riconoscere l’eccezionalità di questo evento sarebbe impensabile”.

Per la Cia Chieti Pescara (Confederazione italiana agricoltori) l’evento di ieri “ha dato un duro colpo al settore agricolo con danni alle colture evidenti, ma ancora non quantificabili. Il lavoro di un’intera stagione potrebbe andare vano, mettendo a rischio la possibilità di sopravvivenza un’azienda”.

Intanto presso la Struttura di protezione civile regionale sono state avviate le procedure di ricognizione dei danni, tramite i Comuni colpiti. “I privati che hanno subìto danni – informa una nota della Regione – potranno rivolgersi al Comune in cui il sinistro si è verificato per presentare nel dettaglio la propria relazione”. Il termine ultimo per la ricognizione dei danni è fissato al 22 luglio prossimo.

(di Eleonora Sasso/ANSA)