Spread sotto 200. Cottarelli: “Nel 2020 risparmio di un miliardo e mezzo”

Un operatore indica con una matita l'andamento della borsa sullo schermo del suo computer
Un operatore indica con una matita l'andamento della borsa sullo schermo del suo computer

ROMA. – Un risparmio da 1,6 miliardi, che potrebbe raddoppiare se lo spread dovesse proseguire la sua discesa e mantenersi anche sotto i 200 punti base. Risorse preziose in vista della manovra d’autunno, che parte zavorrata dai 23 miliardi necessari per la sterilizzazione dell’Iva cui si aggiungono le risorse che serviranno per mettere in campo il taglio delle tasse per il ceto medio caro al governo gialloverde.

La previsione del risparmio è dell’Osservatorio sui conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli che ipotizza appunto come lo Stato potrebbe risparmiare circa 200 milioni di interessi nel 2019, che salirebbero a circa 1,6 miliardi nel 2020. Le ricette per le prossime mosse di politica economica sono diverse ma Lega e Movimento 5 Stelle vogliono entrambi una riduzione del prelievo fiscale, una “priorità” riconosciuta anche dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e dal premier, Giuseppe Conte.

In queste settimane si lavora a tutto campo, sia guardando a una rimodulazione dell’Irpef sia a un intervento sul cuneo fiscale, arrivando a una riduzione almeno di 1-2 punti del costo del lavoro. Di certo, per raggiungere il risultato mantenendo i conti in ordine, il mantra di Tria, bisognerà intervenire sugli 80 euro che da bonus dovrebbero essere trasformati in detrazione fiscale, mantenendo inalterato l’effetto sulle buste paga di chi oggi lo incassa.

Il miglioramento dello spread, intanto, ha effetti immediati sulla gestione del debito, vero tallone d’Achille d’Italia: dopo il successo del Bot a 50 anni, che ha registrato una domanda 6 volte l’offerta, anche le aste dei Btp a 3 e 7 anni hanno fatto il pieno, registrando rendimenti dimezzati nel caso del titolo a più breve scadenza (lo 0,49% rispetto all’1,05 dell’ultima asta di giugno) e in calo anche sui 7 anni (1,24% contro l’1,88%).

Per l’economia europea permane comunque uno stato di crescente incertezza che la Bce, come emerge dai verbali della riunione di giugno, è pronta a contrastare con nuove misure di stimolo monetario, “adeguando tutti i suoi strumenti”.