Diplomatico ucciso a Erbil, la Turchia minaccia rappresaglie

Agenti di sicurezza ad Erbil
Personale di sicurezza fuori della sede del Governatorato ad Erbil, capitale della regione del Kurdistan, in nord Irak. EPA/GAILAN HAJI

ISTANBUL.  – Un attacco mirato, per colpire i diplomatici turchi fuori dal consolato a Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan in nord Iraq. Almeno tre uomini armati hanno fatto irruzione all’ora di pranzo al ristorante Huqqabaz, solitamente frequentato dal corpo diplomatico di Ankara in città. Nella sparatoria è rimasto ucciso un cittadino turco.

Secondo le forze di sicurezza curdo-irachene, le Asayish, si tratterebbe del vice console a Erbil, ma non ci sono al momento conferme ufficiali sulla sua identità. Sono stati colpiti anche due cittadini iracheni, forse per caso, visto che si trovavano a un tavolo vicino. Uno dei due è morto, l’altro risulta ferito.

La polizia locale ha chiuso le strade che conducono fuori città per evitare la fuga dei sospetti killer. Misure di sicurezza sono state messe in atto anche nella zona vicina all’aeroporto. L’attacco non ha ricevuto finora alcuna rivendicazione, né le autorità hanno reso noti i propri sospetti.

La regione ospita le roccaforti dei militanti curdi del Pkk, che Ankara bombarda regolarmente e da fine maggio attacca anche sul terreno con le forze speciali nell’Operazion Artiglio, di cui proprio venerdì scorso è stata lanciata una seconda fase nella zona rurale di Hakurk. Nel mirino dell’esercito turco sono finiti anche diversi leader dell’organizzazione, che dal 1984 ha avviato una lotta armata contro Ankara.

“Condanno l’atroce attacco contro i dipendenti del nostro consolato a Erbil. Invoco la pietà di Allah per il nostro funzionario morto nell’attacco. Continuiamo i nostri sforzi con le autorità irachene e le autorità locali per assicurare che gli autori dell’attacco vengano catturati rapidamente”, ha scritto su Twitter il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, mentre il suo portavoce Ibrahim Kalin ha assicurato che ci sarà una “risposta appropriata” della Turchia.

“Siamo in contatto con le autorità di Baghdad ed Erbil”, ha spiegato il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu, assicurando che Ankara sta comunque conducendo le proprie indagini sull’accaduto ed è pronta a inviare una delegazione sul posto se sarà necessario.

Lo scorso maggio gli Stati Uniti avevano deciso il ritiro del loro personale diplomatico non essenziale dal consolato a Erbil e dall’ambasciata a Baghdad alla luce delle tensioni con l’Iran.

(di Cristoforo Spinella/ANSA)