Turismo vale 429 milioni di presenze. Ecco il piano Enit

Napoli, lungomare Mergellina con vista del Castel dell'Ovo.
Napoli, lungomare Mergellina con vista del Castel dell'Ovo. (ANSA)

ROMA. – Il turismo è un settore che in Italia vale il 12% del Pil e che nel 2018 ha registrato 429 milioni di presenze totali negli esercizi ricettivi con ben 41,7 miliardi di euro di spesa da parte degli stranieri (in aumento del 6.5% sul 2017). E tutto questo senza contare le tante presenze nascoste dalla grave piaga dell’abusivismo che attanaglia il settore senza sosta.

E’ un settore che l’anno scorso ha messo a segno una buona perfomance anche sui competitor: in termini di presenze estere, l’Italia, con oltre 216,5 milioni di pernottamenti totalizzati, ha superato la Francia (140,7 milioni di notti e +5,4%) ed è cresciuta del 2,8% a differenza della Spagna (301 milioni di notti e -1,6%) che, pur essendo prima nel confronto europeo, è in flessione rispetto al 2017.

E’ un settore che ora ha un piano triennale messo a punto dall’Enit, ente nazionale del turismo, e presentato a Roma dal presidente Giorgio Palmucci, con i consiglieri Magda Antonioli e Sandro Pappalardo, alla presenza del ministro Gian Marco Centinaio. “E’ cambiata – dice Palmucci – la visione e l’approccio all’industria del turismo, valorizzato oggi da tutto il Sistema Italia.

Ora ha finalmente l’attenzione che merita un settore come questo”. Sui fondi destinati all’Enit parla Centinaio: “Sono 32 milioni che sono destinati all’Ente più altri fondi di cui ancora non sappiamo esattamente l’entità. Dipende dal mio minsistero ma che dal premier Conte e da ministro Lezzi”. Quel che è certo è che il passaggio da ente pubblico non economico a ente pubblico economico e lo snellimento delle sedi estere ha portato grossi risparmi in casa Enit.

“Nel 2016 erano state fatte solo 222 iniziative promozionali all’estero, nel 2019 oltre 600 tra cui il Centenario Enit a novembre, le celebrazioni legate a Leonardo da Vinci, la partecipazione al Giro d’Italia e altri eventi sportivi e fiere internazionali come il Seatrade, il World Routes, la Settimana della cucina” racconta Palmucci.

Del futuro parla Centinaio: “L’Italia è un paese da vedere, mangiare e bere. Vai a vedere un mare stupendo, vedi siti Unesco e città d’arte, ma poi aggiungi anche l’enogastronomia. Abbiamo appena conquistato un nuovo riconoscimento del Patrimonio dell’Umanità che è quello alle colline del Prosecco. E chi criticava la scelta del governo di mettere il turismo assieme al settore agroalimentare si sbagliava” dice.

Centinaio sottolinea che il turismo che sceglie l’agroalimentare è anche alto spendente: “Chi si porta il panino da casa e la bottiglietta d’acqua non lascia niente sul territorio”. Nuova spinta verrà anche dalla legge delega sul turismo “approvata – come dice Centinaio con orgoglio – senza nemmeno un voto contrario”.

“Sono tantissimi gli spunti che sono arrivati da tutte le forze politiche – spiega – ma i tre più urgenti sono senza dubbio il contrasto all’abusivismo con il codice identificativo delle strutture alberghiere, il turismo accessibile (che riguarda il 14% dei turisti europei) e la formazione e le professioni turistiche”.

Il ministro ricorda che come l’Italia sia una vera superpotenza mondiale del turismo. “L’ho già detto – spiega – ma lo ripeto: con i miei omologhi ministri cinesi con cui sto lavorando da tempo ce lo siamo detti, siamo due superpotenze e lavoriamo e parliamo alla pari, nonostante loro siano molto più grandi noi”.

(di Cinzia Conti/ANSA)