False notizie e siti-esca, Libra di Facebook a rischio truffa

Il logo di Libra, la criptomoneta di Facebook.
Libra, la criptomoneta di Facebook.

ROMA. – Libra di Facebook dovrebbe essere lanciata nel 2020, e il condizionale è d’obbligo viste le perplessità delle autorità mondiali, ma già proliferano le truffe legate alla moneta digitale annunciata da Mark Zuckerberg poche settimane fa. Ironia della sorte, proprio su Facebook e Instagram, ma anche su altre piattaforme popolari come YouTube e Twitter, sono comparse decine di pagine e gruppi che propongono la possibilità di comprare Libra a prezzi stracciati.

Una truffa il cui obiettivo è quello di rubare soldi dalle carte di credito di chi ci casca. L’esca è rappresentata da inserzioni pubblicitarie che a prima vista sembrano legittime, con tanto di logo ufficiale dei social network, spiega il Washington Post che ha riportato la notizia. Tra i siti-truffa avvistati ci sono buylibracoins.com e Calìbra.com, creato per apparire quasi identico al sito ufficiale di Calibra, cioè il consorzio che gestirà la moneta. Se si clicca su questi indirizzi si atterra su un sito di terze parti dove è pronta la trappola mangia soldi.

Dopo l’inchiesta pubblicata dal Washington Post, Facebook ha eliminato circa una dozzina di account, pagine e gruppi di utenti che si spacciano per venditori di Libra. “Rimuoviamo le pubblicità e le pagine che violano le nostre politiche quando ne veniamo a conoscenza e lavoriamo costantemente per migliorare il rilevamento di truffe sulle nostre piattaforme”, commenta il social network alla testata.

“C’è una profonda ironia sul fatto che Facebook venga utilizzata come piattaforma per minare la fiducia nella sua valuta su cui sta cercando di creare fiducia”, osserva Eswar Prasad, economista della Cornell University. Le pagine e i siti truffa su Libra appaiono nei giorni in cui il progetto del social network di Mark Zuckeberg è al vaglio delle autorità mondiali.

La levata di scudi ha coinvolto dal Congresso americano, con entrambi i partiti, al Presidente alla Federal Reserve. E anche Donald Trump ha fatto sapere di non essere un fan, mentre dal G7 i ministri delle Finanze hanno espresso “preoccupazione” e la “necessità di agire rapidamente”. Libra tecnicamente non è una criptovaluta decentralizzata come il bitcoin, in cui tutti possono diventare nodi della rete senza alcuna autorità centrale.

C’è un consorzio che sovrintende al progetto e si chiama Calibra (oltre a Facebook vi fanno parte quasi 30 colossi come Visa, Mastercard, PayPal, Spotify, eBay, Uber) mentre la stabilità del suo valore viene agganciata ad una riserva composta da valute internazionali.

(di Titti Santamato/ANSA)