Istat: restyling conti, cambia sommerso e rendita casa

Sede dell' Istat a Roma
La sede dell' Istituto Nazionale di Statistica a Roma. (Wikipedia)

ROMA.- I conti dell’Italia cambiano. L’Istat, l’Istituto di statistica, è pronto alla “revisione straordinaria”. Aggiornerà Pil e suoi derivati a partire dal 1995. Le nuove serie usciranno il 23 settembre. E ovviamente gli occhi sono puntati su possibili aggiustamenti nella crescita.

Ma arrivare a modifiche nelle variazioni percentuali, anno su anno, non è cosa facile, anche perché, a differenza dell’ultimo restyling, che risale al 2014, questa volta si tratterebbe di un’operazione, lo dice lo stesso Istat, “più contenuta”.

Dietro c’è però un grande lavoro di affinamento di quelli che sono i radar statistici. “Miglioramenti dei metodi di misurazione” che puntano su sommerso, case di proprietà, non profit, ricerca e innovazione.

Certo quel che potrebbe cambiare è il livello del Pil, cioè il suo valore assoluto, in euro. Se salisse potrebbe a quel punto aiutare un po’ debito, deficit e pressione fiscale. Tutti parametri che si calcolano in rapporto al Prodotto interno lordo.

La pensa così anche l’economista Carlo Cottarelli. “Rivedere le stime del Pil è stato l’unico modo con cui si è riusciti a ridurre il rapporto debito pubblico/Pil negli ultimi anni. Mi sa che finisce così anche stavolta…”, scriveva su Twitter nei giorni scorsi.

In effetti l’ultima revisione non riuscì a spingere l’economia ma almeno abbassò il ‘”rosso’”nelle casse dello Stato. Eppure in quel caso la modifica dei conti portò a un aumento del livello del Pil di quasi 59 miliardi.

Un rialzo che già si dava per scontato all’inizio, visto che entravano nel calderone voci che prima risultavano in uscita o non risultavano proprio, tra cui anche le attività illegali, come la prostituzione, la droga e il contrabbando di sigarette.

Adesso la questione è diversa. Si tratta di apportare aggiustamenti concordati con Eurostat, la revisione sta avvenendo in gran parte dei Paesi Ue, o decisi in autonomía dall’Istituto.

Tra i primi colpisce l’aggiornamento delle stime dei “servizi di locazione”. In pratica chi vive in case di cui è proprietario non pagando l’affitto è come se lo guadagnasse. E’ così che la vede la statistica. Ora, siccome per l’Italia il peso di questa componente è tutt’altro che trascurabile, 8 su 10 possiedono l’abitazione in cui risiedono, alla luce dell’ultimo censimento sono state rivisti quote e prezzi.

Sul non profit invece è stata condotta una nuova mappatura, un nuovo database.

Un altro piatto forte della revisione, e qui passiamo alle scelte fatte dall’Italia, è la “modifica di alcuni dei modelli probabilistici di identificazione delle imprese sotto-dichiaranti e di stima della rivalutazione da applicare al valore aggiunto”.

Insomma gli algoritmi diventano più intelligenti. Stiamo parlando di un’area dai confini ampi. In tutto, secondo le ultime rilevazioni, sommerso più illegale fanno 210 miliardi.

C’è poi una riclassificazione che dovrebbe portare a un aumento del valore aggiunto nella ricerca.

L’appuntamento è per il 23 settembre, quando usciranno i nuovi dati per gli anni 2018 e precedenti. Per le stime trimestrali, che interessano più da vicino l’attualità, ovvero il 2019, la data da segnare è invece quella del 4 ottobre.

(di Marianna Berti/ANSA)