Borsa fiacca guarda a crisi d’agosto, spread migliora

Borsa di Milano
La borsa di Milano. (La Sicilia)

MILANO. – Dopo lo scivolone di venerdì, Piazza Affari apre la settimana con un giorno di tregua in attesa di novità dalla crisi politica. L’indice Ftse Mib ha infatti ceduto un modesto 0,3% in linea con le altre Borse europee, ma i titoli bancari sono assai nervosi con una chiusura generalmente in calo nonostante lo spread Btp-Bund sia chiaramente migliorato.

I titoli di Stato italiani a dieci anni hanno infatti concluso gli scambi sul mercato telematico con rendimenti scesi di dieci punti base e il differenziale con la Germania che ha frenato a quota 229 finale contro i 238 di venerdì.

In Piazza Affari, che ha scontato anche la debolezza di Wall street e, per qualche titolo, il crollo della Borsa argentina, spicca il ribasso di alcuni gruppi bancari con vendite progresivamente aumentate nel finale di giornata.

Fineco e Bper hanno ceduto oltre il 2%, Intesa due punti percentuali e Unicredit l’1,4%. Peggio per Salini Impregilo e Fincantieri che hanno perso oltre il 4% guardando appunto alla crisi argentina, come Tenaris e Saipem con cali finali tra due e tre punti percentuali.

Ovviamente non ha aiutato la debolezza di Wall street, partita male e che ha toccato in corso di giornata cali anche di un punto percentuale. Sui mercati internazionali, comprese le Borse asiatiche, pesa sempre lo scontro commerciale tra Stati Uniti e Cina, con il presidente Usa Trump che mette in dubbio di poter raggiungere un accordo finale con Pechino.

Si vedrà nelle trattative che partiranno da settembre, ma intanto lo yuan resta sopra quota sette contro il dollaro – una valutazione ritenuta del tutto inaccettabile da Washington – e non accenna a scendere in modo sostanziale.

E il clima non viene migliorato dalla crisi a sorpresa scoppiata a Buenos Aires per la dura sconfitta del presidente Macri nelle elezioni primarie in vista delle elezioni del prossimo 27 ottobre: la Borsa ha toccato ribassi superiori al 30%, così come il peso argentino nei confronti del dollaro.

Si tratta di un mercato azionario molto volatile, ma lo scivolone della moneta è sintomatico di una situazione grave, con ripercussioni sulla Borsa di San Paolo scesa anche di due punti.

Calmo il petrolio, che a New York si muove attorno ai 55 dollari, così come l’oro, che però si conferma ai massimi dal 2013 con quotazioni superiori ai 1.500 dollari l’oncia.

(di Alfonso Neri/ANSA)