Vita facile per chi risiede all’estero: il questionario dell’on. Fusacchia

Questionario: Vita facile per gli italiani all'estero
Questionario: Vita facile per gli italiani all'estero

CARACAS – È stato pubblicato un questionario online da Alessandro Fusacchia deputato in Europa, per andare incontro a tutte le inquietudini degli italiani residenti all’estero e poter formulare una proposta di legge che punti a districare tutte le pratiche burocratiche.

“Purtroppo per gli italiani all’estero è molto difficile affrontare la burocrazia italiana, molte volte bisogna affrontare leggi sbagliate o scritte male che sono causa di intoppi.” Cosí Fusacchia invita gli italiani, a scrivere la propria storia ed esperienza di situazioni difficili o pressoché assurde, per poter capire meglio quali proposte modificare o promuovere in Parlamento.

Per gli italiani residenti in Europa c’è un questionario disponibile qui da compilare, mentre per coloro che risiedono in un Paese extra-europeo possono inviare una mail a: fusacchia_a@camera.it .

“Ultimamente,” informa il deputato: “Ho ricevuto molti casi, ad esempio di persone con dottorato all’estero che non potevano partecipare a concorsi pubblici in Italia per le mille difficoltà per farsi riconoscere il titolo; o persone che dovevano far viaggiare il figlio minorenne; o casi di trasferimento di proprietà a seguito di un decesso, tutte esperienze sottoposte ad una eccessiva burocrazia, anche per un semplice documento come il rilascio della carta d’identità elettronica.”

“Molte cose devono assolutamente migliorare, dovuto anche all’aumento del flusso immigratorio soprattutto in Europa, c’è bisogno di più uffici consolari e funzionari, digitalizzare i rapporti tra cittadini all’estero e lo Stato italiano, cercando di eliminare gli appuntamenti fisici i quali creano code e lunghi tempi d’attesa”.

“Tutto questo, molte volte” continua Fusacchia: “non é sempre colpa dell’ufficio o del funzionario ma anche delle Leggi dello Stato italiano, che possono essere vecchie, sbagliate e non attuali. Ecco l’importanza di raccogliere più testimonianze possibili. Sarebbe bello che un giorno l’italiani possano vivere in ogni parte d’Europa o del mondo, come se fossero in Italia, senza complicazioni burocratiche.”