Juventus: doppietta e ovazione tifosi, a Villar Dybala-show

Dybala
Dybala fa il suo caratteristico gesto della "maschera del gladiatore". (goal.com)

VILLAR PEROSA (TORINO).- Villar Perosa rispetta la tradizione e, come da sessant’anni a questa parte, si colora di bianconero per l’amichevole tra Juventus A e Juventus B. Maurizio Sarri è influenzato, ma siede lo stesso in panchina, così come Cristiano Ronaldo, affaticato, e de Ligt, alle prese con le vesciche a un piede.

Guai perdersi il rito bianconero perché è tra queste montagne che “si capisce cosa sia la Juve”, spiega John Elkann. “E’ bello essere qui con Andrea (Agnelli ndr), con la famiglia e con la Juventus. E’ bello anche per Sarri sentirsi a casa in questo ambiente”, aggiunge il presidente di Fca parlando del nuovo allenatore.

Le attenzioni dei tifosi, ancora tiepidi nei confronti del tecnico, sono tutte per Dybala, acclamato come da queste parti è capitato soltanto ai grandi campioni. “Resta con noi, Paulo resta con noi”, urla il popolo bianconero, che l’argentino ripaga con una doppietta nel 3-1 dell’amichevole.

Il numero dieci apre le marcature procurandosi, e poi trasformando, un rigore nel primo tempo, poi sigla il raddoppio con un destro potente e preciso dopo il momentaneo pareggio della Primavera con la sfortunata autorete di Demiral.

Per la cronaca, la partita è finita al 6′ del secondo tempo, dopo il terzo gol di Cuadrado, per l’invasione di campo dei tifosi, che hanno ancora applaudito Dybala mentre saliva sul pullman.

“Dybala è un giocatore della Juve, un grande giocatore, e noi siamo contenti”, dice Fabio Paratici ai giornalisti che, dopo aver visto tramontare le trattative con Manchester United e Tottenham, gli chiedono se il numero dieci possa ancora lasciare la Juve. “Con Dybala succede quello che succede con tutti i giocatori durante una sessione di mercato.

Ci sono chiacchiere, ci sono discussioni, ci sono trattative, ma come per tutti i giocatori della Juve”, spiega. “Abbiamo grandi attaccanti – sottolinea – e non abbiamo bisogno di guardare ad altri. Icardi? Non serve, in questo momento…”.

Parole, queste ultime, che sembrano lasciare aperte tutte le porte nonostante le tante operazioni sin qui concluse. “Abbiamo preso de Ligt, che aveva richieste da tutte e dieci le prime squadre del ranking – osserva ancora Paratici – Abbiamo preso due parametri zero, Rabiot e Ramsey, e un difensore come Demiral, che credo sia quello per cui sono arrivate più richieste, e Danilo, che in carriera ha vinto 22 titoli”.

Ma se è vero che l’appetito vien mangiando, qualcosa la Juventus la farà ancora. “Vedremo. C’è una lista Champions a cui dobbiamo uniformarci – conclude – ma non parlerei di esuberi. Per concludere un affare bisogna essere in tre: le due squadre che trattano il giocatore e i giocatore stesso. Alla fine tireremo le somme”.