Fdi rilancia la piazza, la Lega si accoda ma non FI

Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Basilicata
Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi . ANSA/ PRESS OFFICE/ LIVIO ANTICOLI

ROMA. – Fratelli d’Italia e Lega convergono sulla piazza. Lunedì, quando il governo chiederà la fiducia alla Camera, davanti a Montecitorio ci sarà una manifestazione senza bandiere di partito, ma con i tricolori. L’ha promossa il partito di Giorgia Meloni, per protestare contro la nuova “scandalosa” maggioranza.

E, novità dell’ultimo minuto, si è aggregata la Lega: lo ha annunciato Matteo Salvini su Facebook, parlando di “un presidio aperto agli italiani che sono schifati e si vergognano di questo poltronificio”. Non ci sarà Forza Italia, invece, che vede nel Parlamento il teatro più idoneo per dare battaglia al governo: gli azzurri promettono una opposizione netta, non ci saranno ‘responsabili’.

La Lega, comunque, sta preparando strategie anche per le Aule. Un’ipotesi, per esempio, è che possa chiedere la presidenza del Copasir, rimasta vacante dopo la nomina del dem Lorenzo Guerini a ministro della Difesa. Il leader leghista ha scandito il ‘piano di attacco’: “Il 15 settembre aspetto una marea di gente a Pontida”, in attesa di “un autunno di battaglia pacifica, democratica ma determinata”.

Intanto, ha chiamato a raccolta i suoi per lunedì. Dallo scoppio della crisi, per la prima volta Lega e Fdi hanno parlato la stessa identica lingua. Una piccola vittoria per Giorgia Meloni, la prima a invocare la piazza. “Non avrebbe senso diversamente”, aveva commentato la leader di Fdi prima della conferma del leader leghista.

Dalla diretta facebook, Salvini ha attaccato il governo nuovo di pacca: “Bell’esordio, rispettoso dell’autonomia delle popolazioni, dei governatori, dei territori, degli italiani” ha detto criticando una delle prime decisioni del consiglio dei ministri, che ha impugnato due leggi del Friuli Venezia Giulia sui migranti.

Mentre Paolo Gentiloni, indicato per la carica di commissario europeo, per Salvini rappresenta “il massimo del sistema, dei salotti, dei poteri forti. A Berlino e Parigi stanno stappando lo spumante”.

Per il leader della Lega è stato l’ultimo giorno al Viminale da ministro del governo gialloverde. Ma Salvini ha evitato di partecipare al passaggio di consegne con la nuova titolare dell’Interno, Luciana Lamorgese. Si è dedicato ad altre questioni. Come la grana che gli è arrivata dalla procura di Roma, che lo ha indagato per diffamazione dopo la denuncia presentata a luglio da Carola Rackete, la comandante della Sea Watch3. “Per me è una medaglia – ha replicato Salvini – Io non mollo, mai”.

Ci sono poi i nuovi equilibri in Parlamento e nelle Commissioni. Quella della presidenza del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, è una casella delicata. E l’ipotesi che a occuparla possa essere l’ex ministro degli Interni ha sollevato critiche. “Sarebbe un evidente potenziale caso di conflitto di interessi. Vuole provare a insabbiare il Russiagate?”, ha detto il deputato Pd Carmelo Miceli.

La Camera e il Senato saranno l’arena di Forza Italia. Il gruppo dirigente lo ha ribadito anche in giornata, nel corso di una riunione convocata per parlare delle regionali in Umbria, il 27 ottobre. E’ la linea “composta” proposta da Silvio Berlusconi, che piace alle capogruppo Mariastella Gelmini e Anna Rita Bernini e al presidente del partito Antonio Tajani. “Faremo un’opposizione dura e rigorosa – ha detto anche la vicepresidente della Camera Mara carfagna – e costruiremo un’alternativa seria e competente”.

(di Giampaolo Grassi/ANSA)