Cina chiede a Italia fiducia per Huawei e Zte sul 5G

Huawei in Italia
Un negozio della Huawei a Milano. (Fastweb)

MILANO. – La Cina interviene a difesa di Huawei e Zte e chiede all’Italia di aver fiducia nelle sue aziende leader nelle tecnologie del 5G.

“L’Italia opti per la strategia di fiducia reciproca e mutuo beneficio fornendo le condizioni eque alle imprese cinesi per approfondire la cooperazione e portare benefici più tangibili ai due i Paesi”, è l’auspicio espresso dal portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang all’indomani dell’esercizio da parte del governo italiano dei poteri speciali del Golden Power sulle forniture per le reti di quinta generazione a Tim, Vodafone, Wind Tre, Fastweb e Linkem.

“Huawei e Zte sono i massimi fornitori e godono di reputazione tra i distributori”, ha aggiunto il portavoce di Pechino. “Non c’è prova che mostri che i loro prodotti abbiano rischi sulla sicurezza”, ha proseguito ricordando che le due società cinesi “hanno collaborato con gruppi e centri di ricerca italiani e hanno fatto e fanno massicci investimenti”.

Huawei, maggior fornitore anche se non esclusivo (Vodafone si è affidata alla statunitense Juniper per i nodi sensibili di trasmissione dei dati, Tim ha contratti anche con società americane) di elettronica e di servizi per le reti di quinta generazione dell’internet superveloce, ha annunciato a luglio che investirà nella Penisola in tre anni 3,1 miliardi di dollari.

In quell’occasione il ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, aveva chiesto “regole trasparenti, efficienti e giuste” per il Golden Power esteso al 5G dal precedente governo per monitorare le aziende extra Ue, cinesi in testa, sull’onda del bando del presidente degli Usa Donald Trump a Huawei e dell’allarme per la sicurezza europea arrivato dalla Nato.

Il timore è che vengano usate a fini impropri, mettendo a rischio la sicurezza nazionale, le trasmissioni superveloci che viaggeranno sui dispositivi del 5G.

La linea della società cinese, che preferisce non esporsi mentre il Conte bis muove i primi passi, resta quella non polemica indicata da Miao.

Né si scompongono le società di tlc impegnate a realizzare le reti di quinta generazione di fronte alle lettere coi singoli Decreti della presidenza del consiglio, arrivate giovedì sera.

In sostanza l’esercizio dei poteri speciali del governo è un via libera ai contratti di fornitura con dei paletti: il coinvolgimento dei dipartimento security negli acquisti, test periodici sulla sicurezza della rete e obblighi informativi, il dialogo con un comitato di monitoraggio ancora da costituire, nonché una relazione semestrale alla Presidenza del consiglio su quanto fatto dall’azienda per allinearsi alle prescrizioni arrivate dall’esecutivo.

(di Marcella Merlo/ANSA)