Sciopero da Ama a Atac, 25 ottobre venerdì nero a Roma

Bus fermi durante lo sciopero dei trasporti alla stazione Termini, Roma,
Bus fermi durante lo sciopero dei trasporti alla stazione Termini, Roma, 08 giugno 2018. (ANGELO CARCONI/ANSA)

ROMA. – Si prospetta un venerdì ‘nero’ per la Capitale il prossimo 25 ottobre. Ad incrociare le braccia quel giorno saranno i lavoratori delle 18 partecipate capitoline: dall’Ama all’Atac, da Roma metropolitane alla Farmacap. A rischio dunque mezzi pubblici, raccolta dei rifiuti, ma anche mense, pulizie, farmacie comunali e sportelli sociali.

Lo sciopero è stato proclamato da Cgil Roma e Lazio, Cisl Roma e Rieti e Uil Roma e Lazio, all’indomani delle tensioni con le forze dell’ordine e il ferimento nella ressa del parlamentare di Leu Stefano Fassina durante una manifestazione dei lavoratori davanti la sede di Roma Metropolitane. Sarà uno sciopero di un giorno e saranno garantiti i servizi essenziali hanno precisato ieri i sindacati.

“Sia chiaro che il motivo per cui protestiamo è questo: difesa del lavoro e della democrazia” ha detto Alberto Civica, segretario della Uil di Roma e Lazio. “Al di là degli avvenimenti dei giorni scorsi, manca un piano organico di potenziamento delle partecipate – ha sottolineato Carlo Costantini, segretario di Cisl Roma e Rieti, – Quello che ci sembra evidente è che qualcuno vuole che le partecipate siano in perdita per svenderle ai privati. Chiediamo invece di valorizzarle perché sono una risorsa per i cittadini e non un problema”.

Gli organizzatori si aspettano un’alta adesione allo sciopero perché – dicono – “la misura è colma”. “Secondo me la gestione delle partecipate e in particolare di Multiservizi, Ama e Atac è fallimentare – ha aggiunto Costantini -. Chiediamo uno scatto in avanti a questa amministrazione perché lasci alla prossima consiliatura una Roma degna del suo nome”. E per quel giorno dovrebbe essere organizzata anche una manifestazione.

“L’obiettivo è far capire alla Raggi che non può più difendersi dicendo che deve gestire i danni del passato e che ormai il passato è lei” ha detto il segretario di Cgil Roma e Lazio Michele Azzola. E proprio sul futuro delle partecipate è intervenuta oggi la sindaca Virginia Raggi durante la seduta dell’Assemblea capitolina.

“Altro che svenderle o privatizzarle. Noi le vogliamo mantenere sane e pubbliche e la prova l’abbiamo data con Atac” ha detto. Poi soffermandosi su Roma Metropolitane ha sottolineato: “Né io né questa giunta abbiamo parlato di licenziamenti”.

“Il percorso di liquidazione controllata, che vuol dire che il liquidatore viene nominato dall’assemblea capitolina, è allo stato attuale un passaggio fondamentale” ha aggiunto la sindaca assicurando che “le opere infrastrutturali in progettazione o in realizzazione, a partire dalla metro C, andranno avanti e non sono a rischio”.

Mentre per il futuro dei dipendenti dell’azienda tra le ipotesi c’è quella di una “possibile ricollocazione presso altre società del gruppo di Roma Capitale”. Ad ogni modo per la sindaca “questo specifico percorso sarà condiviso e dovrà essere condiviso costantemente con i sindacati”.