Di Maio ai genitori di Regeni: “E’ ora di cambiare passo”

Claudio e Paola Regeni, i genintori di Giulio.
Claudio e Paola Regeni, i genitori di Giulio. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

ROMA. – Sul caso di Giulio Regeni “è ora di cambiare passo”: dopo quasi 4 anni di silenzi, depistaggi, vane rassicurazioni e deboli collaborazioni, lo stallo con l’Egitto sulle indagini “non è più tollerabile”. Così Luigi Di Maio ha voluto rassicurare i genitori del giovane ricercatore torturato e ucciso al Cairo nel febbraio del 2016 incontrati oggi per la prima volta alla Farnesina.

Il ministro degli Esteri ha promesso loro il massimo impegno del governo per arrivare alla verità sulla morte di Giulio e riuscire a fare giustizia. “Un incontro molto importante”, lo ha definito il papà di Giulio, Claudio Regeni, che con la mamma Paola Deffendi spera a sua volta che si “cambi passo anche nei confronti della controparte egiziana”.

I due genitori, che da quel 3 febbraio di tre anni fa non hanno mai smesso di cercare la verità e di richiamare l’attenzione sulla barbara fine del figlio, hanno incontrato anche il procuratore di Roma facente funzioni Michele Prestipino – che ha preso in mano il dossier dopo il pensionamento di Giuseppe Pignatone lo scorso maggio – e il sostituto Sergio Colaiocco per fare il punto sullo stato delle indagini.

Indagine che ipotizza il reato di sequestro di persona e che vede indagati cinque ufficiali dei servizi segreti e della polizia investigativa del Cairo. Da poco indossata la nuova veste di ministro degli Esteri, il 23 settembre, Di Maio aveva già sollevato la questione, insieme al premier Giuseppe Conte, direttamente con il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi in un incontro a New York a margine dell’Assemblea generale dell’Onu.

“Ci aspettiamo dall’Egitto risposte il prima possibile su come intendano colpire i colpevoli di quel delitto”, dichiarò in quell’occasione il titolare della Farnesina. Ma le risposte non sono ancora arrivate, né passi avanti di alcun tipo, nonostante le ripetute assicurazioni di Sisi sull’impegno delle autorità egiziane per individuare e consegnare alla giustizia i responsabili dell’uccisione del giovane italiano.

Un silenzio e un immobilismo che l’Italia giudica ormai insostenibili. Non è chiaro quali saranno a breve termine le prossime mosse del governo. I genitori di Giulio chiedono da tempo che venga di nuovo ritirato l’ambasciatore italiano al Cairo, Giampaolo Cantini, per esercitare una maggiore pressione sull’Egitto, come accadde nelle settimane successive all’omicidio, quando l’ambasciatore era Maurizio Massari. Ipotesi che però in molti trovano controproducente perché ritengono che restare al Cairo significhi mantenere il fiato sul collo degli egiziani.

(di Laurence Figà-Talamanca/ANSA)