Comitato di Bioetica, divieto di fumo in spiagge e parchi

Divieto fumo in spiagge e parchi.
Divieto fumo in spiagge e parchi.

ROMA. – “In 16 anni di campagne e iniziative contro il fumo la mortalità dovuta al tabacco non è diminuita”. A certificare il fallimento delle politiche attuali e a chiedere un cambio di passo, a partire dall’estensione del divieto anche ai luoghi all’aperto come spiagge e parchi è una ‘Mozione contro il fumo’ approvata dal Comitato Nazionale di Bioetica.

Il lasso di tempo preso in esame dagli esperti del Cnb non è casuale, perché proprio al 2003 risale il primo documento stilato dal Comitato sul tema. “Con la presente mozione il CNB manifesta la propria preoccupazione – si legge nel documento – e fa presente alle istituzioni competenti come, nel periodo intercorso da allora, la mortalità e morbilità correlate all’uso di tabacco non sono diminuite, anzi aumentate. Tutto questo è avvenuto e continua ad avvenire, a conferma che le azioni di educazione sanitaria e prevenzione intraprese non sono sufficienti”.

Da qui, secondo il documento redatto dal farmacologo Silvio Garattini e dal presidente del comitato Lorenzo D’Avack, la necessità di una serie di iniziative nuove. Allo Stato, ricordano infatti gli esperti, compete il compito di tutelare insieme i singoli e la collettività, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona.

“Al fine di evitare i gravi danni cagionati dal fumo passivo alla popolazione – si legge nell’elenco di raccomandazioni – estendere i divieti di fumo a luoghi esterni, dove si ritrovano anche bambini e donne in gravidanza”. Tra i luoghi citati dal documento dove introdurre i nuovi divieti ci sono “giardini pubblici, luoghi di spettacolo all’aperto, spiagge attrezzate, stadi, campi sportivi, ristoranti all’aperto”.

Le altre raccomandazioni del Comitato a Governo e Parlamento sono di “promuovere una informazione corretta sui pericoli dell’uso del tabacco per sé e per gli altri (fumo passivo)”, “promuovere ricerche per la valutazione ed applicazione di misure restrittive”, come l’aumento dei prezzi, e “informare adeguatamente gli utenti che il preteso beneficio di svezzamento che deriva dall’uso delle sigarette elettroniche non trova alcuna prova scientifica e non è scevro di rischi per il fumatore e per chi gli sta accanto”.

Proprio alla sigaretta elettronica è dedicato ampio spazio nel documento. “Questi prodotti di nuova generazione sono reclamizzati come meno tossici, attraverso una pubblicità ingannevole. I pacchetti delle sigarette a tabacco riscaldato ad esempio non contengono quelle ‘immagini shock’ che si trovano nei pacchetti tradizionali.

L’Oms – si legge – nel suo recente rapporto sul fumo ha voluto sottolineare la nocività di questi prodotti per la salute non solo dei fumatori, ma anche di terzi, in quanto rilasciano nell’aria composti tossici e includono additivi il cui effetto non è ancora noto. Innanzitutto non è ancora chiaro se l’uso dei prodotti di nuova generazione aiuti a smettere di fumare. È possibile invece constatare che la maggior parte dei consumatori di sigarette elettroniche le usa in parallelo alle sigarette tradizionali”.

(di Pier David Malloni/ANSA)