Vito Fasano, uno dei primi calciatori venezuelani a giocare all’estero

L'italo-venezuelano Fasano contrasta il brasiliano Tostao durante le qualificazioni di Messico 70. foto cortesia

CARACAS – Lo scrittore italiano Umberto Saba, grande appassionato di calcio scriveva: “Il portiere su e giù cammina come sentinella/ Il pericolo lontano è ancora/Ma se in un nembo s’avvicina,/oh allora una giovane fiera si accovaccia e all’erta spia”.

Durante la sua carrera sportiva, il portiere italo-venezuelano Vito Fasano ha difeso la porta del Deportivo Italia e della Vinotinto. Il calciatore di origine pugliese é stato uno dei primi a giocare all’estero con il Cruzeiro.

Questo campione nato a Bari il 15 ottobre 1942, arrivò in Venezuela con i suoi genitori all’età di 11 anni. Suo papá faceva il muratore e la prima tappa nella terra di Bolívar fu la località di Puerto Cabello.

“Quando sono arrivato in Venezuela son rinato, adesso sono venezuelano” ci dice Fasano durante la chiacchierata telefonica.

Quando suo papá finì i lavori a Puerto Cabello si trasferì a Caracas, nel municipio Chacao: rione che a quei tempi era pieno di italiani. “Tutti i giorni passeggiavo per il rione e poi mi fermavo a vedere le partitelle di calcetto che giocavano nella scuola San Ignazio. Una volta, mi dissero: ‘Hey ragazzo! Vuoi giocare con noi?’ Come accade spesso, il nuovo viene sempre mandato in porta”.

Quel giorno, Fasano con i suoi riflessi felini fu uno dei migliori in campo diventando poi uno dei perni della squadra.

Fasano é stato il primo portiere creolo che ha portato il suo talento all’estero.

“La rosa era composta da diversi barbieri e coiffeur italiani, quella squadra si chiamava Juventus ed abbiamo vinto la Coppa Italia (un torneo organizzato dalla collettività italiana residente in Venezuela, n.d.r. ). Questo torneo si giocava nel rione capitolino El Paraiso, e vi partecipavano squadre con nomi italiani. Il signor Tonino Cullo, propietario della Pasta Fiorentina era il manager di una squadra e mi chiese di giocare con loro in un torneo di terza categoria e alla fine siamo rimasti campioni. Sono stato il miglior portiere della competizione. Io, quando giocavo con loro, avevo 15-16 anni più o meno”.

Dopo aver giocato in diverse squadre dilettanti, viene notato da uno dei dirigenti della squadra Banco Francés-Italiano. Ad inizio anni ‘60, il consorzio bancario decise di tuffarsi nel mondo del calcio. La squadra partecipò a due campionati disputando 41 gare e portando a casa 16 vittorie, 8 pareggi e 20 sconfitte. Ma poi ci fu un regolamento che vietava i nomi commerciali e la squadra scomparve. Molti dei giocatori del Banco Francés-Italiano, tra cui Vito Fasano, passano al Deportivo Italia.

“Quando arrivo al Deportivo Italia avevo 19 anni. Loro avevano una squadra molto forte, in rosa c’era Volpe, un bravissimo portiere. Io ovviamente ero la sua reserva. Un giorno Volpe si fa male ad un ginocchio e così sono entrato al suo posto, diventando il portiere titolare del Deportivo Italia. Quell’anno abbiamo vinto lo scudetto. Sto parlando del 1961”.

Il Deportivo Italia attraversò una mini-crisi, e così molti giocatori azzurri andarono a rinforzare un’altra squadra di proprietà di un italo-venezuelano: il Tiquire Flores (che giocava nello stato Aragua) dell’imprenditore Staccioli.  L’esperienza nella “ciudad jardín de Venezuela” dura una sola stagione e ritorna alle falde dell’Ávila per indossare nuovamente la maglia azzurra. “Siamo ritornati tutti con l’Italia. Quella stagione siamo arrivati secondi”

Fasano é stato uno dei perni del Deportivo Italia. Foto cortesia

Quel Deportivo Italia, aveva una rosa da far paura, con campioni gli italo-venezuelani come Luis Mendoza Benedetto, Augusto Nitti e Fasano. Senza dimenticarci di altri pezzi da novanta come: Carlos “chiquichagua” Marín, Freddy Elie, Manuel Tenorio, Vicente Arruda, Delman Useche, Rui da Costa, Alcyr Freitas e Bendezú Negri. In panchina c’era il brasiliano Orlando Fantoni (che vincerá tre scudetti tra il 1961 e 1966).

“Nel 1967, nella fase a gironi della Coppa Libertadores abbiamo affrontato il Cruzeiro: siamo stati battuti nelle due gare (0 – 3 a Caracas e 3 – 1 in Brasile, n.d.r.), ma le mie prestazioni non sono passate inosservate dalla squadra brasiliana che fece di tutto per acquistarmi. Mi contattarono tramite il mister Orlando Fantoni che era stato un ex giocatore della squadra brasiliana”.

Va ricordato, che il Cruzeiro é una delle tante formazioni in giro per il mondo con sangue italiano, ai suoi inizi si chiamava: “Sociedade Sportiva Palestra Italia”.

Foto storica del Deportivo Italia. Cortesía Eliezer Pérez

“Per il mio cartellino il Cruzeiro pagò al Deportivo Italia circa 20.000 dollari. Io non volevo essere trasferito: qui avevo tutto, ero il portiere titolare con l’Italia. Poi mio padre mi ha convinto dicendomi ‘guarda che in squadra c’é Tostao ed altri campioni’. Il Cruzeiro allora era una delle squadre più forti del Brasile”.

In questo modo, Vito Fasano, diventava il primo portiere vinotinto a giocare all’estero. Stando alle ricerche di alcuni colleghi come Eliézer Pérez, il primo calciatore venezuelano che ha portato il suo talento all’estero é stato Vicente Ignacio Andrade Gómez che nel 1931 andò a rinforzare l’Academia Roxbury, negli Stati Uniti.

“Quando sono arrivato in Brasile, scopro che davanti a me c’erano altri sei portieri. Non avrei giocato mai con tutti questi giocatori davanti a me”.

Il Deportivo Italia era una delle protagoniste del campionato venezuelano. Foto cortesia Eliezer Pérez

Ma poi, grazie al suo talento iniziò a scalare le gerarchie, l’esordio da titolare avviene nella Coppa del Brasile. “Dovevamo sfidare il Santos di Pelé nello stadio Morumbí. Tra il Cruzeiro ed il Peixe non scorreva buon sangue: nella stagione precedente i celesti avevano vinto la coppa contro il Santos. Prima dell’attesissima gara Raul, che era  il portiere titolare, si ammalò ed il mister mi gettò nella mischia. Quel giorno abbiamo perso 2 -1, ma per Pelé ed il suo Santos fu una gara difficilissima”.

La performance del portierone nato a Bari fu tale che il quotidiano “La Folha do Sao Paolo” lo designò come il migliore in campo insieme a Pelé (autore di un gol).

“Durante la gara ho tolto due gol a Pelé, in entrambe le occasioni si é avvicinato a me e mi ha abbracciato. In questa gara ricordo che la star brasiliana fece un fallaccio al mio compagno di squadra Procopio che era il pilastro della nostra difesa. Grazie a quella sfida sono stato il portiere titolare durante tutto il Torneo Roberto Gomes Pedrosa (il nome del Campionato Brasiliano di calcio, n.d.r.)”.

L’esperienza con il “Time do Povo” durerà un paio di stagioni. “Nel mese di dicembre del ‘67, il campionato era finito ed io avevo pronte le valige per venire a trascorrere il Natale con in miei in Venezuela. In Brasile non avevo nessuno, soltanto la fidanzata. Pochi giorni prima della partenza, vengo chiamato in sede sociale dalla direttiva del club e mi dicono che non potevo partire perché dovevo partecipare ad una tournée a Manaos e finiva il 22 dicembre. Io ho detto che non era possibile per i miei impegni familiari ed era stipulato nel mio contratto il viaggio in Venezuela. Mentre loro allegavano che io dovevo partecipare. Non siamo arrivati ad un accordo e così finì la mia esperienza in Brasile”.

Fasano era tra i protagonisti del famoso “piccolo Maracanazo” con il Deportivo Italia. foto cortesia

Dopo un lungo batti e ribatti tornò in Venezuela, giocò nuovamente con la maglia del Deportivo Italia e fu tra i protagonisti del denominato “piccolo Maracanazo”.  Il 3 marzo del 1971, gli azzurri s’imposero per 0 -1 in casa del Fluminense con un gol di Tenorio.

“E’ stata una gara complicata. Se devo dirti la verità ho avuto anche un po’ di fortuna, ma quella vittoria non sarebbe stata possibile senza il supporto dei miei compagni della difesa. Ricordo che appena é finita la gara i cronisti brasiliani sono scesi a fare le interviste ed alcuni di loro mi dissero che com’era possibile che il Cruzeiro mi avesse fatto sfuggire”.

Vito Fasano, ha anche difeso la maglia della nazionale venezuelana, lo ha fatto nella Coppa America del 1967, edizione che si disputò in Uruguay. In questo torneo, che allora si chiamava Campeonato Sudamericano de Fútbol, Fasano scese in campo in quattro partite: tre da titolare ed una da subentrato. Il portiere di origine pugliese ha difeso la porta della nazionale anche nelle qualificazioni verso il Mondiale Messico 1970 e nella Minicoppa del Mondo del 1972 in Brasile.

Nazionale venezuelana 1966. foto cortesia

In carriera ha sfidato campioni del calibro dei cileni Elias Figueroa e Manuel Saavedra, gli uruguaiani Pedro Rocha e Julio Montero, l’argentino Silvio marzolini ed i brasiliani Pelé, Tostao, Carlos Alberto, Wilson Piazza e Jairzinho. Ha partecipato a 6 edizioni della Coppa Libertadores.

Nel 1977 decise di appendere gli scarpini al chiodo, ma poi alcuni compagni di squadra lo convinsero a ritornare. Nel 1981 si é ritirato definitivamente.

Dopo l’addio al calcio giocato, ha lavorato in una fabbrica nell’avenida Victoria che produceva vetri di automobili. Negli Stati Uniti ha anche collaborato con l’Accadenia TSF, di proprietà del genero Luis Carlos Mendoza (figlio dell’ex vinotinto Luis Mendoza Benedetto).

(di Fioravante De Simone)