Disegni ‘fantasma’ nella bottega di Leonardo

La Madonna Litta di Leonardo.
La Madonna Litta di Leonardo. (ANSA)

MILANO. – Colori preziosi con lapislazzuli e tracce d’oro, ma anche disegni fantasma con finestre che scompaiono e volti che si spostano: c’è tutto questo e molto altro nelle opere degli allievi di Leonardo che hanno lavorato nella sua bottega milanese alla fine del Quattrocento.

A spiare sotto la superficie dei loro dipinti, svelando il backstage di uno degli atelier più celebri del Rinascimento, sono le indagini scientifiche realizzate con tecniche alla ‘Csi’ dall’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), con l’Università di Milano, l’Università di Milano-Bicocca e il sostegno di Fondazione Bracco.

Cinque le opere finite sotto la lente dei ricercatori, comprese quelle dei collaboratori più stretti di Leonardo, come la Madonna del fiore di Giovanni Antonio Boltraffio, la Madonna con Bambino di Francesco Napoletano e il Busto di Cristo Bambino attribuito a Marco d’Oggiono, tutte esposte al Museo Poldi Pezzoli per celebrare il ritorno della Madonna Litta, il celebre dipinto dell’Ermitage tornato a Milano dopo quasi trent’anni.

Le indagini sulle opere sono state condotte a più livelli, come spiega Isabella Castiglioni del Cnr. “Abbiamo usato tecniche ottiche per esaminare la superficie dei dipinti e tecniche spettroscopiche per lo studio dei materiali come vernici e leganti. Poi – continua l’esperta – siamo scesi in profondità con studi di riflettografia, che arrivano al disegno preparatorio, e studi di radiografia, che rivelano la preparazione del fondo, il supporto, le tele e le tavole in legno”. I risultati “ci hanno permesso di caratterizzare le tavolozze dei colori dei pittori, che presentano diversi punti in comune”.

E’ il caso degli incarnati, resi mescolando vermiglione e biacca, i gialli, resi con l’uso di ocre, e gli azzurri, in cui si trova la presenza di azzurrite e in qualche caso lapislazzuli, anche con tracce d’oro. “Abbiamo scoperto altri particolari affascinanti non visibili a occhio nudo – sottolinea Castiglioni – come numerosi pentimenti nei disegni preparatori, ovvero correzioni fatte in corso d’opera, come finestre disegnate e poi nascoste dai pigmenti, volti di Madonna e bambino riposizionati, così come piedini o dita”.

Durante la stesura pittorica, del resto, “il maestro che aveva ideato l’opera si riservava di intervenire, introducendo pentimenti e varianti o rifinendo con tocchi e velature”, spiega Pietro Marani, docente del Politecnico di Milano tra i maggiori esperti di Leonardo. “Per questo tutte le pitture uscite dalla sua bottega venivano recepite quali opere originali di Leonardo, essendo lui il responsabile dell’invenzione”.

(Elisa Buson/ANSA)