Salvini alla battaglia campale, ottanta giorni in Emilia-Romagna

Matteo Salvini chiude la campagna elettorale di Lucia Borgonzoni,
Matteo Salvini chiude la campagna elettorale di Lucia Borgonzoni, che sfiderà' al ballottaggio il sindaco uscente Virginio Merola a Bologna, 17 giugno 2016. ANSA/GIORGIO BENVENUTI

BOLOGNA. – Sceglie Jules Verne, declinato in salsa emilian-leghista, Matteo Salvini per lanciare la campagna elettorale che vede lanciato il Carroccio verso la consultazione regionale del prossimo gennaio. Una sfida che – portata a casa l’Umbria – potrebbe regalare al centrodestra il ‘Fortino Rosso’ emiliano-romagnolo, di certo la più ambita e simbolica delle conquiste, in una terra diventata contendibile dopo oltre mezzo secolo di dominio democratico.

Da qui al 26 gennaio, attacca, “ci sono 80 giorni. E in questi 80 giorni faremo una rivoluzione pacifica, democratica, sorridente. Sarà il giro dell’Emilia-Romagna in 80 giorni, scriveremo un nuovo libro”. Che il leader lombardo, scherza, vedrebbe bene “in ogni scuola di ordine e grado”.

A fianco di Lucia Borgonzoni, senatrice e candidata a sfidare il governatore uscente, Stefano Bonaccini, Salvini scandisce bene le parole: “a me piacerebbe che il 26 gennaio 2020 fosse un giorno di festa, di libertà, di partecipazione. Uno dei dati più belli dell’Umbria, al di là della vittoria, è stata la grande partecipazione popolare: ha votato quasi il 10% in più della gente rispetto alle ultime regionali”.

Gente “che ha ritrovato passione, speranza, energia”. Gente che l’ex ministro dell’Interno vorrebbe vedere correre alle urne anche in Emilia-Romagna perché “finalmente, dopo 50 anni, qui c’è possibilità di scelta”. Un tempo, arringa, “ti candidavi in Emilia-Romagna con l’obiettivo al massimo di fare bella figura, come accadeva in Umbria o Toscana. Ma il mondo cambia”.

Magari con un ‘ribaltone’ che possa fare da traino anche ad un cambio a Palazzo Chigi, concludendo l’esperienza del Governo giallo-rosso. Un Esecutivo che non garba affatto, al ‘Capitano’ leghista. “La tassa sulla plastica, sullo zucchero, sulle auto aziendali – elenca snocciolando i punti della manovra in discussione – ma pensiamo anche al ‘no’ alla ricerca di energia in mare, non solo a Bologna, anche a Ravenna, alle decine di migliaia di posti lavoro a rischio: abbiamo degli incompetenti al Governo, dei matti, dei nemici delle imprese, del lavoro”.

Da rispedire a casa, nell’idea di Salvini, partendo dal voto emiliano-romagnolo in una campagna elettorale che prenderà il largo in grande stile il 14 novembre dal Paladozza di Bologna, tempio laico di ‘Basket City’. “Un giovedì sera di novembre – conclude sorridendo – solo dei matti possono affittare un palazzetto da migliaia di persone: noi lo riempiremo di idee, e in questi 80 giorni offriremo ai bolognesi, agli emiliani, ai romagnoli rassegnati un’idea di futuro fondata sul buongoverno”.

(di Gianluca Angelini/ANSA)