Amazzonia: Omicidio capo tribù, indios protestano a Brasilia

Un indigena della etnia Guajajara mostra un poster del capo tribú Paulo Paulino, assasinato in Brasile. (BBC)

BRASILIA, 07 NOV – Indigeni dell’Amazzonia brasiliana si mobilitano oggi a Brasilia per ripudiare l’omicidio di Paulo Paulinho, un giovane capo tribù di etnia Guajajara, avvenuto la settimana scorsa presumibilmente per mano di alcuni taglialegna.

Gruppi degli Stati di Parà e Amapà sono arrivati nella capitale federale per denunciare l’omicidio del “Guardiano della Foresta”, come vengono chiamati gli indios incaricati dalle comunità amazzoniche di difendere l’habitat naturale.

Secondo Adi Spieza, del Consiglio missionario indigeno (Cimi), la vittima, la cui età stimata era di circa 20 anni, è stato ucciso venerdì scorso dopo un’imboscata nella terra indigena dell’Arariboria, una riserva situata nello stato di Maranhao.

Nell’incidente è rimasto ferito anche un altro “guardiano”, Laercio Guajajara, nel frattempo dimesso dopo essere stato ricoverato in ospedale.

Il Cimi, un’organizzazione legata alla Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb), sostiene la mobilitazione, che inizia presso la Biblioteca nazionale e si concluderà davanti al Congresso.

La marcia richiederà “la fine delle invasioni delle riserve da parte dei proprietari terrieri e dei taglialegna, nonché di opere infrastrutturali come la diga di Marabà, sul fiume Tocantins”, ha spiegato il Cimi.

Il crimine contro il giovane Guajajara è stato denunciato in settimana da una delegazione dell’Articolazione delle popolazioni indigene del Brasile (Apib) presso la Commissione europea e l’Europarlamento. A

lcuni membri della delegazione sono stati in Europa per partecipare al Sinodo sull’Amazzonia convocato da Papa Francesco.