Soldi a ditte amiche per lavori fantasma, cinque arresti

Un frame di un video della Polizia di Stato che riguarda la vicenda. E' quanto ha scoperto un'indagine della Polizia, coordinata dalla procura di Ancona.
Un frame di un video della Polizia di Stato che riguarda la vicenda. E' quanto ha scoperto un'indagine della Polizia, coordinata dalla procura di Ancona. ANSA / Frame video Polizia di Stato

ANCONA. – “Io te lo sistemo, te lo sottopongo e avrei piacere.. insomma… di avere almeno un altro caffè”; “Qua un caffè te l’ho dato, mo’ ti do un caffè hag, poi faremo un cappuccino, dammi qualche lavoro”. Il dialogo intercettato e filmato dalla polizia negli uffici comunali di Ancona, tra un dipendente pubblico e un imprenditore, sintetizza i termini dell’accusa di corruzione aggravata che fa da sfondo a un’inchiesta culminata nell’arresto di cinque persone tra cui un geometra comunale del settore manutenzione – Simone Bonci, 40 anni, e quattro imprenditori, tre marchigiani e un abruzzese.

I caffè, per gli inquirenti, erano mazzette, varie utilità (dalla telecamera hi-tech ai lavori edili per un bagno in un’abitazione privata) per favorire un ‘cartello’ di imprese amiche in appalti con un corollario di compensazioni e lavori ‘fantasma’.

Un’inchiesta dirompente, che incrina l’immagine del Comune della sindaca Valeria Mancinelli, premiata con il World Mayor Prize 2018 e autrice di un libro sui principi di ‘buon governo’ con l’ambizione d’esportare la buona amministrazione anconetana, presentato giusto ieri.

Le indagini della Squadra Mobile e dalla sezione di pg della Polizia Municipale, coordinati dal procuratore aggiunto di Ancona Valentina D’Agostino e dal pm Ruggiero Dicuonzo, hanno portato ai cinque arresti per corruzione e a indagare altre 30 persone, tra cui quattro assessori, a vario titolo, per altre ipotesi di reato: abuso d’ufficio, falso materiale e ideologico in atto pubblico, turbata libertà degli incanti e in materia ambientale, truffa aggravata, rifiuto atti d’ufficio.

Un’indagine dai due volti: da un lato i presunti appalti aggiustati, dall’altro irregolarità varie non connesse. Dieci indagati, tra cui l’assessore ai lavori pubblici Paolo Manarini, sono stati destinatari di decreti di perquisizione negli uffici comunali.

Per l’accusa, il geometra avrebbe favorito una rosa di imprese in appalti tra cui quello per i Laghetti del Passetto, fiore all’occhiello dell’amministrazione, in cambio di varie regalie: le aziende – è la tesi investigativa – vincevano con forti ribassi e poi venivano ricompensate con altri lavori/varianti pagati e non eseguiti o solo parzialmente.

Sorpresa e amareggiata, visibilmente tesa, la sindaca Mancinelli ha ribadito la bontà dei concetti di buona amministrazione ad Ancona. Quanto all’inchiesta, ci sarà “rigore assoluto, ma no a processi mediatici”. In arrivo procedimenti disciplinari per l’arrestato, ma i lavori pubblici “vanno avanti” parallelamente a un’indagine che deve essere “rapida”.

All’attacco le opposizioni che hanno chiesto anche una commissione d’inchiesta sulla vicenda: “il mondo del sindaco migliore del mondo, non è il migliore del mondo”, hanno ironizzato durante la seduta del Consiglio, chiedendo “massima trasparenza” dopo una giornata “triste” per Ancona.

(di Daniele Carotti/ANSA)