Migranti: da Open Arms e Aita Mari sbarcati in 140

Migranti sul molo del porto, sbarcati dalla Open Arms.
Migranti sul molo del porto, sbarcati dalla Open Arms. (ANSA)

PALERMO. – Mentre la Guardia costiera ha ripreso le ricerche dei dispersi in mare dopo il naufragio di sabato pomeriggio a un miglio da Lampedusa con cinque cadaveri, tutte donne, recuperati, gli sbarchi proseguono senza sosta.

A Taranto e a Pozzallo sono approdati in totale 140 migranti. In 78 sono stati condotti nel porto siciliano dalla nave della ong Aita Mari: 71 uomini, 6 donne e un bambino. Sulla nave è salito il medico marittimo per i primi controlli sanitari poi i migranti sono stati trasferiti nell’hot spot.

Gli altri 62, tra i quali tantissimi minori, sono giunti a Taranto con la nave della ong spagnola Open Arms, che li aveva soccorsi nei giorni scorsi nel tratto di mare fra Italia e Libia. Ai volontari e mediatori hanno riferito di avere affrontato “un viaggio da incubo”. Alcuni di loro, che presentavano ferite e ustioni, sono stati medicati dal personale del 118.

I 24 minori non accompagnati che erano a bordo sono stati presi in carico dal Comune di Taranto in attesa del successivo smistamento in altre strutture italiane. Gli altri sono stati trasportati nell’hotspot per le procedure di identificazione e nelle prossime ore saranno ricollocati sulla base dei preaccordi di Malta, secondo quanto precisato dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese dopo la concessione del porto di sbarco da parte del Viminale.

Inizialmente erano 73 le persone a bordo di Open Arms, ma 11 di loro – bambini con le famiglie e feriti – sono stati trasferiti domenica scorsa ad Augusta (Sr). Nel frattempo ad Agrigento, con il coordinamento del procuratore aggiunto Salvatore Vella che è il titolare del fascicolo d’inchiesta aperto ad Agrigento sul naufragio di sabato scorso a Lampedusa, la Guardia costiera ha ripreso le ricerche delle 16 persone che risultano ancora disperse e sta organizzando i mezzi per individuare il relitto.

L’imbarcazione di 10 metri dovrebbe trovarsi ad una profondità elevata: intorno a 40 metri. Non sarà semplice, esattamente per come non lo è stato in occasione del naufragio del 7 ottobre scorso, il recupero di eventuali cadaveri rimasti impigliati nell’imbarcazione.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, intanto, ha inviato una lettera al presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte e ai ministri dell’Interno, delle Infrastrutture e Trasporti e della Difesa, per sollecitare la cessazione del sequestro amministrativo delle due imbarcazioni della Piattaforma Mediterranea Saving Humans, le navi “Mare Jonio” e “Alex”.

Orlando sottolinea come i provvedimenti amministrativi non siano stati motivati da violazioni di norme, in quanto per la Mare Jonio, l’attracco in porto fu allora concordato con le autorità italiane dopo il trasbordo in acque internazionali dei migranti salvati in mare e, per la Alex, il comandante agì in condizioni di urgente necessità per la salvaguardia della sicurezza e della vita di naufraghi ed equipaggio.