Disidratata e malnutrita, bimba muore in campo nomadi

In una foto d'archivio, il campo nomadi in via Candoni.
In una foto d'archivio, il campo nomadi in via Candoni. © Di Meo/Delta

ROMA. – Tragedia alle prime luci del mattino in un campo nomadi a Roma. Una bimba di 5 mesi è morta nell’insediamento di via Candoni alla Muratella, nel quadrante sud della città. L’allarme è scattato all’alba quando i familiari hanno richiesto l’intervento del 118 raccontando che aveva accusato un malore.

Il personale medico dell’ambulanza ha tentato di salvarla con il massaggio cardiaco e altre manovre di rianimazione, ma purtroppo non c’era più nulla da fare. Sul corpo della bimba non sarebbero stati riscontrati segni di violenza, ma di disidratazione, malnutrizione e piaghe dovute a incuria e un cattivo stato igienico.

I carabinieri hanno inviato un’informativa in Procura che ha indagato i genitori per morte come conseguenza di altro reato. Non si esclude il decesso della piccola possa essere legato in qualche modo alla malnutrizione e ciò rientrerebbe nella fattispecie penale del maltrattamento in famiglia.

A occuparsi delle indagini i carabinieri della compagnia Eur, intervenuti sul posto con i colleghi del Nucleo radiomobile Roma e del Nucleo Investigativo per i rilievi. Il box in cui abitava la famiglia è stato posto sotto sequestro mentre i 4 fratellini della bambina sono stati portati alla Pediatria dell’ospedale Sant’Eugenio per gli accertamenti sanitari del caso. Starebbero in buone condizioni.

Intanto è stata disposta l’autopsia per stabilire con esattezza le cause della morte e stabilire eventuali responsabilità. L’esame autoptico verrà effettuato al policlinico di Tor Vergata. Il sospetto di chi indaga è che la bimba possa essere morta per complicanze collegate a uno stato di malnutrizione e condizioni igieniche precarie.

I genitori della bimba, un 30enne e una 24enne, e anche altri parenti sono stati ascoltati in giornata dai carabinieri. Da una primissima ricostruzione, sembra che la bimba abbia accusato i primi sintomi di un malore durante la notte, poi vedendo che le condizioni non miglioravano i genitori avrebbero deciso di chiamare il 118.

(di Chiara Acampora/ANSA)