“Shoah inventata”, oltraggio allo scrittore ebreo Roberto Matatia

Lo scrittore Roberto Matatia.
Lo scrittore Roberto Matatia.

BOLOGNA. – La sua famiglia, negli Anni Trenta, passava le proprie vacanze in una villetta sul lungomare di Riccione proprio accanto alla residenza estiva di Benito Mussolini. Poi, promulgate le leggi razziali, quella famiglia, quei vicini, i Matatia, divennero ‘I vicini scomodi’ – come racconta lui stesso nell’omonimo libro – prima di essere braccati e deportati ad Auschwitz.

Adesso, la ‘Shoah’ e la sua negazione, tornano a fare capolino nella vita dello scrittore Roberto Matatia, protagonista, suo malgrado, di un episodio di antisemitismo, avvenuto martedì sera a Faenza quando un uomo lo ha apostrofato dicendo che “la Shoah è stata inventata dagli ebrei”.

A raccontarlo in un post su Facebook – ripreso anche dai quotidiani locali romagnoli – è lo stesso Roberto Matatia. “E così è capitato ancora – scrive – E’ successo durante una proiezione cinematografica organizzata da una nobile associazione femminile” la Sos Donna, “proprio questa sera. Cinema Sarti. Sono seduto con la mia famiglia nella quarta fila di un cinema affollatissimo; dietro di noi alcuni signori vocianti. Colgo poche parole tra cui Hitler e Ebrei. Sto più attento: ‘mi sono rotto i coglioni di questa Shoah etc etc, una memoria pilotata dagli ebrei!’ Etc. etc”.

Quindi, prosegue Matatia sul social network, “io mi inalbero. Mi giro e gli dico di vergognarsi di quello che sta dicendo. ‘Ma lo sa che io sono ebreo, e che la mia famiglia è stata massacrata ad Auschwitz?’. Il tipo mi risponde: ‘Lo so che lei è ebreo. La Shoah è stata inventata dagli ebrei per dominare il mondo. Si informi meglio’.

A quel punto – ricorda ancora – non ci ho visto più, ed ho scaricato su di lui l’inverosimile. Ora, tornato a casa da qualche minuto, mi chiedo cosa stia succedendo alla mia città, alla gente della mia città, all’Italia e agli italiani. Due settimane fa ricevetti minacce via messanger, oggi queste offesa. No – conclude Matatia – non credo che per la famiglia Matatia sarà una buona notte”.

E sempre via Facebook, è arrivato allo scrittore faentino il sostegno e l’appoggio del sindaco della cittadina romagnola, Giovanni Malpezzi. “La mia solidarietà a Roberto Matatia e alla sua famiglia – scrive -. Come sindaco di questa città mi vergogno per quanto accaduto. Ma sono certo che l’ignoranza non prevarrà. #Faenza è altro”.

Solidarietà che giunge anche dall’associazione Sos Donna di Faenza, organizzatrice della serata per la presentazione del film ‘Nome di donna’. “Tutte le operatrici e volontarie – si legge sulla pagina Facebook dell’ente – sono profondamente amareggiate da quanto accaduto, l’Associazione si dissocia da simili affermazioni e da tutta la propria solidarietà e il proprio sostegno alla famiglia Matatia. Purtroppo – è la chiosa – non ci è possibile fare una “selezione” all’ingresso dei nostri eventi, che sono aperti a tutte e tutti”.