L’antesignano del selfie fu scattato nel 1875

Specchio usato per il primo selfie della storia scattato a Cremona nel 1875 da Giovanni Gualazzi.
Specchio usato per il primo selfie della storia scattato a Cremona nel 1875 da Giovanni Gualazzi.

CREMONA. – Non c’erano né cellulari e né smartphone, all’epoca. Ma il primo selfie della storia sarebbe stato scattato a Cremona nel 1875: fu Giovanni Gualazzi a brevettare il sistema per mettersi in posa davanti all’obiettivo ed è stato un altro cremonese, il fotografo ed esperto di storia locale Roberto Caccialanza, ad avere scoperto ora la paternità di quell’invenzione, che come si legge nella privativa industriale del tempo viene descritta come “applicazione dello specchio nella camera ove avvii la macchina fotografica per la produzione dei ritratti secondo l’espressione desiderata dal ritrattato”.

In sostanza, Gualazzi sarebbe riuscito a realizzare una sorta di superficie riflettente, da posizionare e regolare a piacere, che permetteva di scegliere sia la posa, sia la messa dell’abito, sia l’espressione della fisionomia.

L’antesignano del selfie è uno dei 64 protagonisti del volume Inventori e invenzioni a Cremona e Provincia 1859-1896, realizzato da Caccialanza e pubblicato dallo Studio Mari, società cremonese che si occupa di proprietà industriale.

Il libro, che verrà presentato sabato 7 dicembre alle 16.30 nel salone dei Quadri del palazzo comunale, è stato svelato dall’ autore insieme al titolare dello Studio Mari, Marco Mari, all’assessore alla Cultura del Comune di Cremona, Luca Burgazzi, e all’ex direttrice dell’Archivio di Stato di Cremona Emanuela Zanesi.

I materiali confluiti nel libro provengono in buona parte dall’Archivio di Stato di Cremona e dell’Archivio centrale di Roma, ma anche da giornali e riviste dell’epoca: “Le ricerche sono state lunghe e complesse e si sono spinte, da un lato fino, a Parigi e, dall’altro, in Ungheria – ha precisato l’autore -. L’intenzione è quella di offrire alla città la possibilità di scoprire un patrimonio nascosto molto interessante”.

(di Mauro Cabrini/ANSA)