Smog, la Lombardia accusa il governo: “Promesse non mantenute”

Lo smog intorno a Piazza del Duomo a Milano, 7 gennaio 2020.
Lo smog intorno a Piazza del Duomo a Milano, 7 gennaio 2020. EPA/MATTEO CORNER

TORINO. – Tra ordinanze di blocchi del traffico e contrordini, inasprimento dei divieti e sospensioni, lo smog, oltre a creare allarmi – oggi le nebbie in pianura padana hanno favorito la concentrazione delle micropolveri – riaccende le polemiche politiche.

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana accusa il governo nazionale di non rispettato gli impegni previsti dal protocollo firmato lo scorso giugno: “Il Governo – dice il governatore – si impegnava a svolgere attività e garantire risorse economiche per cercare di combattere l’inquinamento. Da allora a oggi non ha svolto alcun tipo di attività e non ha versato neppure un euro”.

Sui provvedimenti antismog ‘litigano’ la sindaca di Torino e e l’assessore all’Ambiente della Lombardia. Chiara Appendino dopo l’annuncio del primo stop ai veicoli diesel euro 5 aveva difeso l’utilità del divieto: “In città – il suo intervento sui social – la responsabilità dei trasporti è per l’85% dei trasporti”.

Una lettura contestata dall’assessore lombardo Raffaele Cattaneo. “Contro la mobilità c’è un accanimento confermato dai numeri. I dati ci dicono che dalla mobilità deriva solo circa un quarto dell’inquinamento dell’aria e di quel quarto la metà è data dal consumo degli pneumatici e dalle frenate, non dalle emissioni”.

Secca la replica del consigliere M5s, Massimo de Rosa: “Quello dell’assessore Cattaneo è un tentativo di scaricabarile imbarazzante. Se la Lombardia soffoca sono lui e tutti coloro i quali la governano da oltre vent’anni a doverne rispondere ai lombardi, non il ministero dell’Ambiente”.

Cattaneo “esclude” che anche in Lombardia possa essere applicato il blocco degli Euro 5 “anche se ha senso – precisa – limitare i veicoli più vecchi e più inquinanti”. Quei divieti sono stati in vigore oggi a Torino, con una quarantina di multe ai trasgressori, ma sono già stati sospesi. Non per il miglioramento della qualità dell’aria: il ‘semaforo rosso’ dei provvedimenti antismog viene spento solo perché domani è in programma uno sciopero del trasporto pubblico locale.

Circolazione libera, quindi, domani, nel capoluogo piemontese, dove in mattinata verranno decisi i nuovi provvedimenti in vigore da venerdì. Le misure temporanee anti smog sono revocate, in questo caso sulla base dei dati delle micropolveri, nelle province di Lodi (dove era applicato il primo livello dei provvedimenti) e Cremona (secondo livello).

I divieti restano invece attivi nelle province di Milano e Mantova. Oggi blocchi sospesi in tutta la Lombardia per lo sciopero regionale del trasporto ferroviario. Anche domani il meteo in molte regioni del nord sarà caratterizzato da assenze di venti e nebbie, un po’ meglio dovrebbe andare venerdì, con qualche nuvola ma scarsa probabilità di precipitazioni.

I blocchi del traffico non soddisfano comunque gli ambientalisti di Greenpeace: “Sono utili a gestire l’emergenza, il settore dei trasporti va rivoluzionato al più presto, tuttavia sono urgenti anche interventi in altri settori, come gli allevamenti intensivi, responsabili dello smog più dell’industria e più di moto e auto. Le misure prese in questi giorni dalle Regioni sono palliativi se non si affronta la questione in modo organico”.

(di Renato Botto/ANSA)