Aricò (Ccis): “2019, un bilancio assai positivo”

Lo Staff della nostra Camera di Commercio Italiana per la Spagna
Giovanni Aricò, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Spagna: “Il nostro ‘team’ è una macchina rodata. È motivo di grande soddisfazione sapere che non solo cresciamo in quantità ma, soprattutto, in qualità”.

MADRID – All’inizio di un nuovo anno è tradizione tracciare il bilancio del lavoro svolto. E lo è anche quello di impostare, grosso modo, i progetti che s’intende intraprendere nel corso dei mesi che verranno. La Camera di Commercio Italiana per la Spagna non è l’eccezione. È per questo che chiediamo al suo Segretario Generale, Giovanni Aricò, un’analisi di quanto fatto nel 2019 e il programma per il 2020.

– Il bilancio non può che essere positivo – afferma senza esitare -. Direi che sia dal punto di vista qualitativo, sia da quello quantitativo nel 2019 abbiamo superato noi stessi. Se così si può dire. Prendiamo, ad esempio, “Passione Italia”. Nel 2019, abbiamo raggiunto le 62mila presenze registrate. È stato superato, quindi, il record precedente, quello delle 55mila presenze del 2018. Abbiamo svolto, poi, con successo una serie di eventi assai interessanti: dalla settimana della cucina italiana alla collaborazione con il tradizionale “Mercatino Solidario” allestito dalla Società Italiana di Beneficenza. È stata questa la prima volta che vi abbiamo partecipato e i risultati ottenuti sono andati oltre le attese. Abbiamo registrato quasi 7mila presenze; un segnale di successo che premia il buon lavoro che realizza la Camera di Commercio.

 

Un lavoro di squadra

Ci tiene a sottolineare, e lo ripete con insistenza, che “i risultati ottenuti nel 2019 sono frutto di un lavoro di squadra”

– Il nostro “team” – sostiene con decisione – è sempre più affiatato, sempre più unito. Al suo interno, ognuno trova una collocazione, una specializzazione. In altre parole, la sua funzione e ragione d’essere. Ciò non può che essere motivo di orgoglio. Il nostro “team” è una macchina rodata. Gli ingranaggi si muovono in perfetta armonia. Permettono al motore d’essere sempre più veloce. È motivo di grande soddisfazione sapere che non solo cresciamo in quantità ma, soprattutto, in qualità.

– La Camera di Commercio Italiana per la Spagna accompagna gli imprenditori, che così lo richiedessero, orientandoli e consigliandoli. Qual è stato il bilancio di un anno di lavoro in questo settore particolare?

– A questa domanda – ci dice Aricò – preferirei che rispondessero le responsabili del settore commerciale, Donatella Monteverde, e di quello Fiere, Nerta Gjeci.

Prende la parola Monteverde. E lo fa con entusiasmo contagioso.

Paolo Luisetto, Vicesegretario e Responsabile della Comunicazione della Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna

– Nel 2019 – commenta -, il Dipartimento commerciale ha aumentato il numero di fiere gestite in Italia e in Spagna. In precedenza, operavamo soprattutto nell’ambito agroalimentare. Nel 2019 ci siamo aperti ad altri settori. Ad esempio, quello della meccanica. Siamo riusciti, poi, ad andare oltre la “Comunidad de Madrid”. Quindi, a partecipare a fiere organizzate un po’ in tutta la Spagna, accompagnando le aziende anche nelle fasi successive. Cioè l’introduzione dei prodotti nel mercato spagnolo.

– Cosa esigono da voi le aziende che desiderano partecipare ad una fiera…

– Cercano partner commerciali, distributori – precisa Monteverde -. L’obiettivo è introdurre i prodotti nel mercato spagnolo. Noi ci dedichiamo ad organizzare la loro agenda e a programmare incontri con potenziali “buyer”. Poi, col dipartimento commerciale, programmiamo una serie di azioni successive a quella che può essere l’apertura di una attività societaria.

– Non vi limitate, dunque, a favorire riunioni…

– No, in assoluto – muove il capo negativamente -. Accompagniamo le aziende nel loro processo di crescita in Spagna.

– In questo momento, quante sono quelle coinvolte in questo processo…

– Nell’ambito dell’agroalimentare – precisa Monteverde -, una ventina. In altri settori, meno. Ma quest’ultimi, come ho spiegato, sono in espansione. Ad ogni fiera seguiamo più o meno una trentina di aziende. Alcune hanno successo, altre no.

– L’agroalimentare, quindi, è il punto forte.

– Lo è sempre stato – ammette.

– Accompagnate solo aziende italiane che desiderano valutare la possibilità di penetrare nel mercato spagnolo o anche quelle spagnole che aspirano ad estendersi in Italia?

– Accompagniamo delegazioni di “buyer” spagnoli – commenta -. Organizziamo, qualora fosse necessario, anche aree espositive di aziende spagnole. Ma le fiere dall’Italia ci richiedono soprattutto il servizio di accompagnamento. Organizziamo grandi collettive spagnole, in genere di artigianato. Sono dirette al consumatore finale.

– Sono aziende grandi o piccole?

– Sono artigiani che vivono della vendita diretta ad ogni singolo evento – ci dice.

 

Una squadra affiatata e collaudata

Le Camere di Commercio italiane all’estero rappresentano una vasta rete di promozione del “Made in Italy” e di sostegno all’imprenditoria italiana all’estero in tutte le sue espressioni. Dipendendo dalle caratteristiche del Paese in cui operano, e dalla capacità d’integrazione della nostra comunità, ognuna di esse sviluppa caratteristiche specifiche. È questa la loro vera forza. Coscienti che i confronti sono sempre odiosi, chiediamo comunque al Segretario Generale della Ccis qual è, in comparazione con le camere binazionali sorelle sparse per il mondo, il punto di forza di quella spagnola?

Ad Aricò non piacciono i paragoni, e lo mette subito in chiaro asserendo:

– Posso parlare della nostra Camera e di quello che fa. Uno dei suoi punti di forza è sicuramente il “team”.  La sua è una squadra composta da professionisti che, oltre a saper gestire il dipartimento in cui operano, vantano la flessibilità necessaria per collaborare l’uno coll’altro.

Commenta che a volte, in seno alla Camera, s’intraprendono iniziative che presentano grosse difficoltà di gestione sia nella fase progettuale, quindi teorica; sia nella fase esecutiva.

– Un caso concreto è il progetto Rosso Calabria – spiega -. Ci si è avventurati in una progettualità che, per molti versi, esula da quello che potrebbe essere lo standard professionale di una Camera binazionale. Basti pensare che il “core” del progetto è un ristorante che noi gestiremo per circa un anno. Tale è la durata dell’iniziativa, con tutte le gestioni correlate con un punto di vendita vero e proprio. È come una qualunque attività imprenditoriale. Fa capo alla Camera ed è gestita dal nostro staff. Ne è responsabile Simone Ferrali.

È lo stesso Ferrali a spiegarci come è nato il progetto e qual è il suo obiettivo.

– Il proposito di questa iniziativa – illustra – è quello di risolvere le problematicità che trovano le piccole e medie imprese italiane quando decidono avventurarsi nel mercato spagnolo. Cioè di entrarvi in pianta stabile. La grande novità, in realtà, è quella che ribalta la piramide. Mi spiego… il lavoro non viene effettuato prima con il distributore e poi con il consumatore ma giusto il contrario. Si inizia col consumatore. Si crea la domanda e poi si cerca il distributore che potrà a lavorare con un prodotto che è già conosciuto. Quindi non ha alcun bisogno di promuoverlo, di spiegare di cosa si tratta al ristoratore che sarà suo cliente. Questa è un po’ la linea guida. È un’avventura, se così si può definire, che esula un po’ dai nostri progetti standard. È bello spingersi in cose nuove, lavorare con prodotti d’eccellenza.

– Perché la Calabria?

– In realtà – precisa -, la Regione Calabria aveva aperto un bando per l’erogazione di fondi destinati a varie progettualità. Abbiamo partecipato e abbiamo vinto.

– È la Calabria – interviene Aricò senza nascondere un pizzico d’orgoglio – che ha scelto noi.

– La regione – riprende Ferrali – ha una tradizione, una cultura culinaria eccezionale. Abbiamo selezionato piccole e medie imprese che lavorano i prodotti in forma artigianale e quindi di altissima qualità. Saranno sicuramente accettati dal mercato spagnolo. La fase di vendita è  accompagnata da quella di promozione. Ad esempio, “masterclasses” per spiegare le caratteristiche dei prodotti e il loro utilizzo; e “show-coocking” per il loro accostamento a ricette anche spagnole. Il progetto prevede attività di carattere commerciale, promozionale, e di marketing. L’obiettivo finale è di permettere alle aziende calabresi di vendere nel mercato spagnolo e, soprattutto, di restarvi in pianta stabile.

 

Eat School

Gli eventi organizzati dalla Camera sono molteplici e assai variegati. Ultimo fra questi, “Eat School”, il cui obiettivo è approfondire la cultura italiana attraverso la sua gastronomia ricca e diversa, con lezioni tematiche legate a una o più tipologie di ricette o prodotti. A tale scopo, è stato inaugurato un ampio spazio, dotato di una moderna e pratica cucina, nel quale saranno offerti i corsi. È qui, di fronte a una gustosa pizza cucinata dallo “staff” della Camera al gran completo, che si svolge l’intervista. Chiediamo ad Aricò con quale criterio sono state scelte le iniziative che svolge la nostra Camera. Ad esempio, le conferenze, i convegni e le Fiere alle quali partecipa.

In primo luogo, il Segretario Generale della Ccis illustra il progetto “Enjoy European Quality Food” il cui obiettivo “è la valorizzazione di sei prodotti di sei regioni”. Tutti manufatti a marchio certificato.

– Non voglio entrare in merito alla qualità del surrogato – puntualizza -, ma il prodotto a marchio certificato ha il valore della territorialità a cui è legato. È una garanzia delle caratteristiche del prodotto.

Commenta che attività seminaristiche se ne fanno tantissime. Il dipartimento  “ad hoc”, responsabilità di Begonia Pardo, “ogni anno chiede ai soci di suggerire alcuni temi che possano poi essere calendarizzati in seminari”.

– Vi sono anche attività che – prosegue Aricò – deleghiamo alla Confederazione di Camere di Commercio Europee, con sede a Madrid e di cui siamo co-fondatori.

Begonia Pardo, chiamata in causa, spiega che le attività della Camera di Commercio spaziano “dall’importanza dell’immagine dell’impresa alle modifiche di carattere legale senza sottovalutare gli aspetti di carattere psicologico”. D’altronde, aggiunge, “le imprese sono costituite da persone e l’aspetto umano ha un grosso valore”.

– Abbiamo organizzato con successo attività seminariali che mettono al centro l’essere umano più che il professionista – afferma -. Ad esempio, l’incontro con lo psicologo per analizzare il rapporto tra padre e figlio.

– Può sembrare strano che sia stata una Camera di Commercio a promuoverlo – interviene Aricò -. Ma il risultato è stato sorprendente. Vi hanno partecipato molti dirigenti, molti professionisti che venivano dalle imprese. Sono iniziative molto apprezzate dai soci.

 

Le difficoltà legali

L’aspetto legale è sempre in primo piano. Ed è forse quello più complesso e delicato. Per chi desidera investire nel mercato spagnolo, per coloro che intendono espandersi in questo paese, risulta assai utile avere un organismo che li assista e li orienti. Aricò assicura che troppo spesso si ritiene che sia possibile abbordare il mercato spagnolo in forma amichevole. Si ha la percezione di un mercato “domestico”, com’è definito dagli economisti.

– Sarà sicuramente vero – ammette Aricò – ma non bisogna dimenticare che è pur sempre un paese straniero. Faccio sempre un esempio. È molto difficile parlare il russo. Ma una volta che hai imparato, non sbagli. In cambio, è assai facile apprendere lo spagnolo. Ma farai errori per tutta la tua vita. Li farai proprio perché lo spagnolo e l’Italiano sono lingue molto simili. Riportiamo ora quest’idea al mondo dell’imprenditoria. Il fatto che Spagna e Italia siano paesi molto simili suole indurre a confusione. Se si vuole evitare di commettere errori che altri hanno già commesso, è meglio farsi accompagnare e seguire  un percorso guidato di internazionalizzazione che comprenda la consulenza, sia di carattere legale, sia di indole fiscale o commerciale. La nostra Camera ha risorse in “house”, per quel che riguarda l’internazionalizzazione che la lega all’ambito puramente commerciale; e risorse “off-shore”, per quel che riguarda la consulenza legale, amministrativa, gestionale.

 

Il Premio Tiepolo

Quando si parla della nostra Camera di Commercio non si può fare a meno di citare il Premio Tiepolo. Con esso si riconosce l’eccellenza in un mondo in costante evoluzione e in cui la concorrenza è sempre assai accanita; un mondo in cui l’imprenditore di razza è quello che sa cogliere l’occasione, ha il coraggio di investire e possiede la capacità di intraprendere nuove avventure.

– Come avviene la scelta dei candidati? – chiediamo.

– Il premio Tiepolo – ricorda Aricó – nacque nel 1996. Ha già una sua storia. Fu costituito con una idea molto precisa: premiare gli operatori economici che, nell’arco specifico di quell’anno, si fossero distinti per operazioni economiche che avessero dato valore alla relazione tra Italia e Spagna. Ai suoi albori – commenta -, assegnare il premio fu relativamente facile. Siamo arrivati alla ventitreesima edizione con quasi 40 premiati. A un certo punto, la grossa difficoltà era non ripetersi. Si è pensato, così, di ampliare il Premio ed enfatizzare le relazioni tra imprese spagnole e italiane. Abbiamo anche allargato gli orizzonti ad attività fuori dal contesto territoriale. Quindi, esempi di buona collaborazione tra aziende italiane e spagnole in mercati terzi. La formula, oggi, è abbastanza consolidata e la scelta dei candidati rigorosa. Esistono due associazioni, due enti protagonisti del premio: la “Confederación Española de Empresarios” e la Camera di Commercio Italiana per la Spagna. Si seleziona la lista di tre o quattro nomi. Poi una Giuria composta dall’Ambasciatore d’Italia, dai presidenti dei due organismi menzionati, e da figure note nel mondo economico, sociale e politico esamina questa “short-list” e decide chi premiare.

– Progetti per il 2020? Cosa bolle in pentola?

Aricò sorride. Non si sbottona più di tanto. Prudente, se in agenda vi sono iniziative inedite non lo dice. Si limita ad affermare:

– Abbiamo una serie di attività ormai consolidate. Mi riferisco, ad esempio, a “Passione Italia”. Spero che continui la nostra partecipazione nel “Mercatino di Natale” della Società Italiana di Beneficenza. Altre iniziative sono in corso con i ministeri e con il nostro ente di riferimento che è Assocamerestero. Ad esempio, il “True Italian Taste”, per la valorizzazione dei marchi certificati. Abbiamo poi due nuove grandi sfide: la “Gastro school”, che vuole essere un po’ il punto gastronomico di riferimento della comunità italiana, e il progetto con la Regione Calabria che concluderà a luglio. Speriamo che la Calabria sia solo l’inizio. Secondo noi, è una formula vincente poiché propone una maniera diversa di affacciarsi al mercato.

 

La parola agli stagisti

Lo “staff” della Camera di Commercio non è costituito solo da professionisti di indubbia capacità e serietà. Dietro le quinte, operano anche gli stagisti, il cui lavoro è altrettanto importante. Sono giovani laureati alle prime armi; ragazze e ragazzi che iniziano ad immettersi nel mondo del lavoro. Questo articolo non sarebbe completo senza la loro testimonianza.

Luca ha trovato collocazione nell’Eu-desk, un Dipartimento all’interno della Camera di Commercio che si occupa della gestione dei fondi europei.

– Il nostro dipartimento – spiega – ha la responsabilità di compilare le domande e presentarle entro i termini indicati. Ci occupiamo soprattutto di “Erasmus-class”. Quindi di progetti dedicati alla gioventù.

Francesca racconta di essersi candidata attraverso una piattaforma “online” che proponeva varie istituzioni dove poter fare tirocinio.

–  Essendo io studentessa di lingue, conoscendo lo spagnolo e volendo perfezionare le competenze acquisite – commenta -, mi son detta: “perché non fare domanda qui?” Lavoro nel Dipartimento di segreteria. Il contatto con i clienti è quotidiano. Quindi sono obbligata a parlare lo spagnolo più di quel che può sembrare.

Dal canto suo, Demetrio è stato selezionato attraverso il progetto “Erasmus trainingship”. È stato assegnato al Dipartimento Fiera e Servizi Commerciali.

– È un Dipartimento molto dinamico – ci dice -. È un’esperienza che mi piace.

E poi confessa:

– Ho già in progetto un eventuale trasferimento a Madrid. È una città che affascina. Offre numerose opportunità ai giovani.

Matilde è stagista nel Dipartimento di Informazione.

– Questo stage – spiega – è parte del tirocinio previsto dal mio piano di studio in Italia. Sono studentessa di Relazioni Internazionali. Avendo fatto precedentemente una carriera linguistica nel mondo spagnolo, desideravo continuare gli studi a livello internazionale.

Anche a lei, lo afferma senza titubanza, piacerebbe restare.

Elena, invece, è stata assegnata al Dipartimento di Attività Associative.

– Mi sono appena laureata in Relazioni Internazionali – spiega con un amplio  sorriso -. La speranza è che questo tirocinio post-laurea possa trasformarsi in un trampolino di lancio… che possa aiutarmi sia nella conoscenza delle relazioni economiche e commerciali tra Italia e Spagna, sia ad addentrarmi in maniera più concreta nel mondo delle imprese e a capirne il funzionamento. La mia è una vocazione molto internazionale. Sono venuta cercando di capire cosa ha da offrirmi Madrid.

– Cosa pensi dell’Unione Europea? – chiediamo.

– In quanto giovane studentessa di Relazioni internazionali – commenta -, ho avuto occasione di conoscere l’Europa anche dall’interno. Ho usufruito molto dei programmi europei. Così ho avuto modo di confrontarmi con coetanei di altri paesi che vivono la mia stessa situazione. Personalmente apprezzo molto quello che è stato fatto in seno all’Unione Europea: le idee e i valori, nonostante i tanti problemi che devono essere ancora affrontati e risolti. Sono soluzioni molto difficili da trovare considerando la diversità dei paesi che la costituiscono e la complessità delle ideologie all’interno di ognuno di essi.

Mauro Bafile