Una mostra nella villa di “Albertone”, boom di prenotazioni

Alberto Sordi nella scena degli spaghetti nel film "Un americano a Roma"
Alberto Sordi nella scena degli spaghetti nel film "Un americano a Roma" (1954).

ROMA. – La villa che guarda il Circo Massimo, la grande dimora progettata da Clemente Busiri Vici, per i romani è sempre e solo stata ‘la casa di Albertone’. Ora aprirà le porte per la prima volta dal 7 marzo al 29 giugno per una grande mostra su Alberto Sordi per la quale c’è già un boom di prenotazioni. Oltre 10mila persone da tutt’Italia hanno già prenotato per partecipare all’esposizione organizzata per il centenario della nascita dell’artista.

Tra le anticipazioni, date nel corso di una conferenza stampa con la sindaca Virginia Raggi, la presenza di una sezione della mostra dedicata al rapporto di Sordi con le donne e un’altra al “Sordi benefattore”. All’esterno di piazzale Numa Pompilio, davanti alla casa di Sordi, è previsto anche uno spazio per vedere i suoi film.

“Lavoriamo a questo progetto da un anno. Abbiamo trovato materiali incredibili, grazie di cuore alla sindaca per l’aiuto”, le parole del curatore Alessandro Nicosia.

“E’ un appuntamento importante per Roma e per l’Italia intera – ha detto la sindaca Virginia Raggi – Sordi ha sempre valorizzato il grande rapporto con il pubblico sin da giovane quando diceva di fare un po’ la fame. Poi è diventato il personaggio che tutti noi conosciamo. La delicatezza è stato il suo segno distintivo nel rappresentare il romano, il romano medio. Questo ce lo ha reso una persona quasi di famiglia. Questa mostra è un modo con cui ringraziamo Alberto Sordi”.

Per la soprintendente Daniela Porro “con la grande mostra dedicata a Sordi, Roma celebra uno dei suoi figli più belli e più amati”. L’esposizione è stata promossa dalla Fondazione Museo Alberto Sordi con Roma Capitale e la Regione Lazio e con il riconoscimento del Mibact.

A portare, durante la presentazione ai Musei Capitolini, il suo ricordo dell’attore è stata Catherine Spaak. “Ho girato con Alberto ‘Io e Caterina’, anche se Caterina non ero io. La prima volta sul set ci siamo guardati non dico come cane e gatto ma come persone da conquistare. Ci siamo guardati e abbiamo girato le prime scene senza trasporto o amicizia. Poi arrivò una scena in cui io dovevo schiaffeggiarlo. Io non ero abituata a usare le mani, ero imbarazzata, così lo schiaffo venne malissimo. Ripetemmo la scena varie volte. A un certo punto lui mi diede uno schiaffo e io glielo ridiedi. Abbiamo iniziato a schiaffeggiarci per 10 minuti e siamo diventati amici”, ha ricordato l’attrice.

Durante la conferenza c’è stato spazio per un florilegio delle celebri battute di Albertone, scanzonate ma sempre umane. Dal celebre ‘Lavoratori’ dei Vitelloni a ‘Signorina Margherita’ passando per ‘Maccarone mi hai provocato e io ti distruggo’ di Un americano a Roma fino a ‘Ce l’hai una casa? Vattene a casa’. Per celebrarlo questa volta andremo a casa sua.