L’Ospedale Italiano di Caracas, un sogno che sarà presto realtà

CARACAS. – Con la firma dell’atto costitutivo della “Fondazione” che avrà la responsabilità della creazione dell’Ospedale Italiano in Venezuela, è stato fatto il primo passo verso la realizzazione di un sogno da tanto tempo accarezzato dalla nostra collettività. La cerimonia si è svolta nel Centro Italiano Venezolano, in un affollatissimo “Salón Italia”. I presenti hanno ascoltato con interesse gli interventi delle autorità invitate. Tra queste, il sottosegretario agli Esteri, Ricardo Merlo, in Venezuela solo per assistere all’evento.

In questa occasione, ai discorsi sono seguiti i primi consistenti contributi finanziari messi offerti da aziende, istituti bancari e singole famiglie. È stato questo un segnale di buon augurio per l’esito dell’iniziativa.

Il sottosegretario Merlo ha ricordato le proprie origini: i nonni immigranti in Argentina. E sottolineato l’importanza dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires per la nostra collettività in quel paese. Ha anche rilevato che la grande missione della struttura sanitaria sarà quella di garantire assistenza medica a tutti gli italiani, in particolare quelli meno abbienti.

Ha aggiunto che la creazione di un ospedale a Caracas rappresenta una meravigliosa sfida. Ha chiesto a tutti di accompagnare l’iniziativa per trasformare la struttura ospedaliera in un centro di eccellenza dalla tecnologia d’avanguardia.

I connazionali hanno avuto modo di conoscere le origini del progetto: un’idea lanciata dal Console Generale di Caracas, Enrico Mota, e fatta sua dall’Ambasciatore, Placido Vigo, che l’ha immediatamente trasformata in un progetto.

L’Ambasciatore Vigo ha avuto il merito di coinvolgere la Farnesina, la Nunziatura Apostolica, la Croce Rossa, l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, e scuotere Comites e CGIE.

Stando a quanto spiegato dal nostro Ambasciatore, l’Ospedale, riceverà un primo impulso dai   soci fondatori, che contribuiranno con non meno di 500 dollari, da chiunque vorrà versare donazioni e da un finanziamento dello Stato italiano. Poi, come spiegato a suo tempo in una intervista rilasciata al nostro Giornale, otterrà fondi dagli utenti e contributi periodici dallo Stato italiano.

Il Consolato Generale gestirà direttamente le richieste assieme al Direttore dell’ospedale. Ogni cittadino italiano avrà una tessera per l’assistenza, che sarà offerta le 24 ore del giorno durante tutto l’anno.

– Tutti coloro che ne avranno bisogno – ha assicurato l’Ambasciatore Vigo – saranno assistiti. Vogliamo che sia una istituzione senza fini di lucro, solidale, capace di aiutare chi realmente ne abbia bisogno. Gli incassi saranno reinvestiti nella stessa istituzione.  Oggi finalmente, è stato costituito un comitato promotore e approvati gli statuti. È stata scritta una nuova pagina di storia della nostra collettività.

Un treno grande

Il Presidente dell’Istituto Europeo de Oncologia, Gabriel Farante, ha richiamato l’attenzione sull’importanza del progetto e la responsabilità che si ha di fronte.

– É importante che i leader locali sappiano che hanno l’opportunità di lasciare una traccia nella storia degli italiani nel Venezuela – ha detto -.  Con questo ospedale avranno un doppio merito: creare una struttura sanitaria in un momento particolarmente difficile per il Paese e far partire un treno che non si fermerà finché non raggiungerà il suo destino.

Da parte sua, Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana e della Federazione Internazionale della Croce Rossa, ha indicato che questo “treno” dovrà essere “grande” per far entrare i 160 mila volontari della Croce Rossa pronti salirvi; pronti a venire a Caracas e a dare il loro contributo.

– Il treno – ha detto – è partito e sarà nostro interesse farlo arrivare al più presto. Che vi sia salito l’Istituto Europeo d’Oncologia di Milano – ha concluso – è motivo di speranza per la qualità delle prestazioni dei servizi ai pazienti.

Nello Collevecchio, Consigliere della CGIE ha ringraziato all’ambasciatore Vigo per “averci obbligato a lavorare giorno e notte”, mentre Ugo Di Martino, presidente del Comites, ha espresso la sua soddisfazione per l’iniziativa ed ha esortato la collettività a partecipare attivamente.

Alla cerimonia erano presenti il Nunzio Apostolico Aldo Giordani; il direttore scientifico dell’Istituto Europeo de Oncologia di Milan, Gianpiero Ferrucci; il Presidente della Croce Rossa in Venezuela, Miguel Ferrer; il Presidente de la “Sociedad Anticancerosa de Venezuela”, Cono Gumina; il Dr. Javier Soteldo, anch’egli della Croce Rossa Venezolana; Alfredo D´Ambrosio, presidente di Cavenit; Jean Pietro Cattabriga, Segretario Generale di Cavenit e tanti, tantissimi connazionali.

Roberto Romanelli