Coronavirus, Uil: “A rischio diecimila posti di lavoro a Roma”

Coronavirus, a Roma baristi con tute e mascherine.
Coronavirus, a Roma baristi con tute e mascherine. (Sky-Tg24)

ROMA. – Il crollo della presenza di turisti cinesi per colpa del Coronavirus potrebbe mettere a rischio ben 10 mila posti nel settore nella capitale. Lo rileva uno studio della Uil Lazio elaborato su dati della presenza cinese nel contesto romano e regionale.

La stima, secondo il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica, è che “le misure restrittive adottate, sia pur necessarie, comporteranno per il turismo della Capitale mancati introiti di 1,2 milioni di euro al giorno, ovvero 35 milioni in un mese e 425 milioni su scala annua”.

Il calo dell’affluenza turistica “avrebbe un forte impatto anche in ambito occupazionale – sottolinea ancora Civica – un calo di cui certo non abbiamo bisogno, soprattutto in un anno in cui sono già stati persi 5 mila posti di lavoro e decine di aziende hanno dichiarato lo stato di crisi”.

“Purtroppo la diffusione del coronavirus, la cattiva informazione e la paura hanno messo in quarantena l’intera comunità cinese, anche quella residente da anni sul nostro territorio – commenta ancora Alberto Civica – si è trovato un nuovo nemico da isolare, da ghettizzare”.

“Bene quindi la prevenzione, ma il costo dell’allarmismo rischia di generare un’ulteriore regressione culturale e di frenare la crescita di un settore a forte intensità di lavoro che soltanto negli ultimi anni ha recuperato le perdite dei lunghi anni della crisi”, conclude il segretario della Uil Lazio.

Secondo lo studio lo scorso anno erano oltre 25 mila i cinesi stabilmente residenti nel Lazio, circa 7 mila gli imprenditori e oltre 1,3 milioni le presenze turistiche nel Lazio, ovvero circa il 6% del totale dei turisti stranieri. Sempre secondo l’indagine, nel 2019 i residenti di nazionalità cinese risultano in forte crescita, con un incremento nel Lazio dell’1,8% rispetto al 2018 e addirittura del 22% rispetto al 2015.

Sebbene Roma sia la provincia più gettonata, è Rieti a registrare l’aumento percentuale più elevato lo scorso anno (+15%). I cittadini di nazionalità cinese rappresentano oggi l’8,4% del totale nazionale e il 3,7% del totale degli stranieri regolarmente residenti nella regione (683,4 mila unità; la percentuale raggiungeva il 3,3% nel 2015), rappresentando così la seconda comunità asiatica più presente nel Lazio, dopo i filippini, e la quinta in assoluto tra i residenti stranieri (la prima continua a essere quella rumena con oltre 230 mila residenti).

(di Paola Lo Mele /ANSA)