Fiorentina: Chiesa e il futuro, presto l’incontro

L'attaccante della Fiorentina Federico Chiesa.
L'attaccante della Fiorentina Federico Chiesa. (ANSA)

FIRENZE.  – C’è una classifica da migliorare, ma anche un futuro da programmare, per sperare di tornare protagonisti. La Fiorentina del patron Rocco Commisso lavora su più fronti e, dopo aver investito oltre 70 milioni nel mercato di gennaio (stamattina la presentazione dell’ultimo acquisto, il centrocampista Alfred Duncan), punta nei prossimi mesi a definire le questioni contrattuali ancora in sospeso. A partire da quella più importante e delicata che riguarda Federico Chiesa.

L’attaccante della Fiorentina e della Nazionale è in scadenza nel 2022 e per adesso la proposta di allungamento di almeno altri due anni, con robusto aumento dell’ingaggio, non è stata ancora messa nero su bianco. Anche se, complici i colloqui avvenuti fra le parti prima di Natale, sono tornati il sereno e lo spirito collaborativo dopo qualche tensione in estate, quando Chiesa pareva vicino alla Juve e Commisso appena rilevato il club viola bloccò tutto: “Federico non sarà il mio Baggio”.

Oggi Daniele Pradè a domanda precisa ha confermato che l’appuntamento col giocatore si sta avvicinando. “Dovremo vederci presto, appena i risultati riporteranno un po’ di serenità. Ottimista? Non posso dirlo ora, comunque il cambiamento di Federico è stato importante, adesso ci sono complicità e condivisione e tutto ciò – ha spiegato il ds viola – è dipeso dagli incontri col presidente e dall’arrivo di Iachini. Ma non solo: il ragazzo sta vedendo i nostri programmi per tornare competitivi e i 70 milioni spesi a gennaio stanno lì a dimostrarlo”.

La volontà di Commisso, che intanto ha accolto con soddisfazione la disponibilità della Figc a sperimentare l’utilizzo del challenge da parte delle squadre per la Var come auspicato da tempo dal patron viola, è formare uno zoccolo duro.

“Con i nuovi acquisti  stiamo facendo trattenere il più possibile i migliori talenti. Il presidente vuole contratti lunghi – ha detto Pradè – per avere potere sui calciatori”.