Mattarella: “Fiducia e sostegno alla Cina”. Xi lo ringrazia

Il Presidente Sergio Mattarella e S.E. il Signor Li Junhua, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, nel corso del concerto straordinario organizzato in occasione delle iniziative dell’anno della cultura e del turismo Italia-Cina 2020, eseguito dalla pianista Ju Jin
Il Presidente Sergio Mattarella e S.E. il Signor Li Junhua, Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia, nel corso del concerto straordinario organizzato in occasione delle iniziative dell’anno della cultura e del turismo Italia-Cina 2020, eseguito dalla pianista Ju Jin. Ufficio Stampa Quirinale)

ROMA. – “Le difficoltà sono temporanee, le amicizie imperiture”. In uno scambio di messaggi Sergio Mattarella e Xi Jinping hanno assicurato la solidità dei rapporti tra Italia e Cina e dal Quirinale è stata espressa “fiducia” nelle misure adottate da Pechino per affrontare l’epidemia di coronavirus.

Una mano tesa utile per stemperare la turbolenza nelle relazioni bilaterali dopo i malumori di Pechino per il blocco italiano dei voli. Un rasserenamento che ha avuto come primo esito tangibile il via libera cinese, dopo qualche ritardo, al rientro dello studente 17enne ancora bloccato a Wuhan.

L’Italia è tra i Paesi con il più severo livello di misure per contenere la diffusione del virus, a partire dalla sospensione dei collegamenti aerei diretti da e per la Cina. Il governo ha rivendicato l’opportunità di questa scelta, seppur drastica, ed ha chiesto ai partner Ue una risposta “coordinata”.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, durante una riunione d’emergenza a Bruxelles, ha invitato a “tenere molto alto il livello di attenzione e non sottovalutare i rischi”. Al momento, tuttavia, il blocco dei voli non verrà adottato a livello comunitario.

Pechino, che vede la sua economia indebolirsi anche a causa dell’isolamento internazionale, ha più volte mostrato irritazione per le misure adottate dall’Italia, invitando il governo ad evitare gli eccessi. E il Quirinale in questa fase, come dimostra la recente visita agli studenti cinesi di una scuola elementare romana, si sta adoperando per tenere aperti collaborazione e dialogo.

Il presidente Mattarella ha colto l’occasione del concerto straordinario alla Cappella Paolina organizzato per celebrare l’anno della cultura italo-cinese – alla presenza dell’ambasciatore di Pechino Li Junhua – per ricordare che le relazioni bilaterali “sono improntate a sincera cooperazione per il comune interesse”.

E con il governo cinese costretto ad uno sforzo importante per arginare un’epidemia che continua a mietere vittime, il capo dello Stato ha espresso “fiducia” nelle misure adottate da Pechino per la “sicurezza sanitaria internazionale”. Gli ha fatto eco il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, invitando tutti i paesi ad uno “scatto di solidarietà verso il popolo e il governo cinesi”.

Xi Jinping, da parte sua, ha fatto leggere un messaggio al suo ambasciatore ringraziando Mattarella per il sostegno in questa battaglia e dicendosi profondamente “commosso” nel constatare come “la vera amicizia si veda nel momento del bisogno”.

Al riavvicinamento di Italia e Cina contribuirà anche la svolta nel caso di Niccolò. Le autorità di Pechino hanno autorizzato il volo dell’aeronautica militare ad atterrare a Wuhan per andare a prendere lo studente 17enne ancora bloccato nell’epicentro del coronavirus. L’aereo dovrebbe partire domani e rientrare a Roma sabato.

Il ritardo di questa operazione, che sarebbe dovuta partire alcuni giorni fa, è stato motivato ufficialmente con i picchi di traffico nell’aeroporto di Wuhan, intasato dai voli che trasportano in continuazione generi di prima necessità, medicine e dispositivi di protezione per garantire la quarantena in una metropoli di 11 milioni di persone. Adesso, però, Pechino ha concesso uno slot e la situazione si è sbloccata.

Una buona notizia per Niccolò, che per due volte non era riuscito a imbarcarsi per l’Italia a causa di una febbre persistente, nonostante fosse risultato negativo al coronavirus. Al rientro, si sottoporrà alla quarantena come gli altri 64 italiani, verosimilmente all’ospedale militare del Celio.

Nel frattempo comunque il governo non abbassa la guardia. La Protezione civile ha riunito i rappresentanti delle Regioni di confine per verificare la capacità di risposta delle amministrazioni locali in caso fosse necessario incrementare le misure sanitarie di prevenzione del coronavirus, anche attraverso i valichi terrestri. Un’ipotesi, è stato precisato, che non è ancora sul tavolo.

(di Luca Mirone/ANSA)