Il Po basso come in estate e al Sud già allarme siccità

La confluenza tra fiume Po e fiume Ticino presso il Ponte della Becca (PV).
La confluenza tra fiume Po e fiume Ticino presso il Ponte della Becca (PV). ANSA/COLDIRETTI

ROMA. – Il Po basso come in piena estate, l’acqua dei piccoli laghi sotto il livello medio mentre al Sud è già allarme siccità. E senza piogge in vista, la crisi idrica potrebbe portare danni seri all’agricoltura.

Tutta colpa dell’inverno che non c’è, e di temperature miti che spingono verso la fioritura anticipata delle mimose in Liguria e dei mandorli in Sicilia e Sardegna.

In Abruzzo si stanno risvegliando, con un anticipo di circa un mese, gli alberi di susine e pesche mentre gli albicocchi in Emilia e in Puglia hanno già le gemme.

Con una temperatura che in Italia sinora è stata superiore di 1,65 gradi rispetto alla media storica – ricorda Coldiretti che ha elaborato dati dell’Isac Cnr di dicembre e gennaio – senza piogge né neve l’acqua di fiumi e laghi si è ridotta.

Il livello idrometrico del Po, secondo il monitoraggio di Coldiretti, al Ponte della Becca, nel Pavese, è di -2,4 metri, lo stesso di metà agosto scorso. Anomalie si vedono anche nei grandi laghi mentre nei piccoli si è già sotto la media: dal 24,7% di quello di Como al 27,9% dell’Iseo.

L’Autorità distrettuale di bacino del fiume Po ha convocato per il 6 marzo l’Osservatorio sulle crisi idriche per fare “il punto della situazione, anche perché si prevedono precipitazioni solo di scarsa entità, per cui potrebbero verificarsi ulteriori riduzioni dei livelli idrometrici anche del 20%”.

La “preoccupazione maggiore” in questo momento “riguarda l’Appennino”, rileva Meuccio Berselli, segretario generale dell’Autorità di bacino del Po perché “quest’inverno non è nevicato e non abbiamo il contributo dello scioglimento della neve. E’ un’area – in particolare l’Emilia, con Piacenza, Parma, Reggio e Modena – in cui la situazione di scarsità idrica si potrebbe far risentire in modo importante”.

Per questo, avverte, “occorre velocemente provvedere alla realizzazione di un piano invasi che consenta di trattenere le acque quando queste stanno cadendo, per poi distribuirle quando servono”.

Nel centro sud la situazione “è ancora più difficile con l’allarme siccità in campagna che è scattato a partire dalla Puglia dove – sottolinea Coldiretti – la disponibilità idrica è addirittura dimezzata negli invasi rispetto allo scorso anno, secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio Anbi (Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue).

Difficoltà anche in Basilicata dove mancano all’appello circa 2/3 delle risorse idriche disponibili rispetto allo stesso periodo del 2019”. In Sardegna, il Consorzio di Bonifica di Oristano ha predisposto a tempo di record l’attivazione degli impianti per l’irrigazione per garantire acqua ai distretti colpiti dalle grave siccità.

In Sicilia, a valle delle grandi dighe esistenti, saranno realizzati ‘laghetti collinari’ che non dovranno superare i 15 metri di altezza e con un invaso non superiore a un milione di metri cubi (cosiddetti piccole dighe).