Archeologia: Appia Regina Viarum, parte il progetto

La Via Appia nella zona "Tomba Barberini".
La Via Appia nella zona "Tomba Barberini". ANSA/ CLAUDIO ONORATI

ROMA. – “Regina viarum”, la regina di tutte le strade. Ma anche “insignis, nobilis, celeberrima”, come scrivevano i latini. Raccontata da Goethe e ancora oggi la più ricca di memorie e testimonianze dei fasti dell’epoca romana e di secoli di cammini, commerci e pellegrinaggi che l’hanno attraversata.

La Via Appia ritrova il suo antico percorso, 360 miglia da Roma a Brindisi, con il progetto del Mibact “Appia Regina Viarum – Valorizzazione e messa a sistema del cammino lungo l’antico tracciato romano”, che prende ufficialmente il via oggi e la trasformerà nel “primo cammino laico al mondo”,

“E’ un po ‘il giorno zero”, racconta lo scrittore e giornalista Paolo Rumiz, che nel 2015 insieme a Riccardo Carnovalini, Irene Zambon e Alessandro Scillitano percorse tutta l’Appia a piedi raccontandola ai suoi lettori e oggi tra gli ideatori del progetto.

“A minuti”, dice, verrà aggiudicata la progettazione definitiva ed esecutiva del cammino. Un’operazione da 20 milioni di euro complessivi. La fase al via oggi, spiegano dal Mibact, coinvolgerà tre grandi gruppi di progettisti e durerà 210 giorni, al termine dei quali si presenteranno i quattro lotti di lavori per altrettante regioni coinvolte: Lazio, Campania, Basilicata, Puglia.

Già individuate le 29 tappe del cammino, con gradi di difficoltà diversi: ad Itri, ad esempio, si può serenamente camminare su quattro chilometri di basolato romano, lungo la fettuccia di Terracina, invece, l’Appia è “inghiottita” dal traffico veicolare e si dovrà trovare una soluzione alternativa.

Una prima ricognizione aerea ha già dato la panoramica delle principali criticità, sulle quali ora i progettisti andranno a lavorare, in quella che è ufficialmente la prima gara completamente informatizzata del Mibact. Dei 20 milioni di euro, 9 milioni 150mila sono destinati ai lavori “non invasivi” in loco, come la cartellonistica, l’installazione dei cippi miliari, le colonnine di inizio e fine tappa.

La competenza è dei comuni che potranno eventualmente delegarla alle Regioni. Alle Soprintendenze coinvolte verranno assegnati 6,8 milioni per restauri e ricerche scientifiche, anche per sciogliere dubbi sull’effettivo tracciato di alcuni tratti, che ancora non mettono d’accordo gli studiosi. Un piccolo budget rimarrà al Mibact per eventi e promozioni, come la mostra “L’Appia ritrovata in cammino da Roma a Brindisi”, che oggi torna al Casale di Santa Maria Nova (fino al 13 settembre), dopo tre anni di tour e più di sessanta mila visitatori.

“In un paio di anni” – dicono al ministero – il cammino sarà interamente percorribile” (info e per seguire l’avanzamento dei lavori: www.camminodellappia.it). “Non è vero che tutte le strade portano a Roma, semmai partono da Roma. Era questa la visione del tempo – racconta Rumiz –

Quando, cinque anni fa, ci siamo incamminati non riuscivamo a credere di essere i primi dopo due secoli a farla tutta a piedi. Un percorso costellato di monumenti il cui valore va al di là dell’archeologia, perché l’Appia riassume millenni di storia del Paese” con “accesso al parco archeologico più grande del mondo.

E a differenza del cammino di Santiago, che finisce nel nulla, è un grande inizio e una grande ripartenza con la Via della Seta. Il progetto – conclude – avrà bisogno del coinvolgimento di tutte le popolazioni locali. Molte associazioni si sono già fatte vive e sono nate maratone di corsa tra comuni che fino a qualche tempo fa non si parlavano neanche. Un’operazione che” attraverso un “turismo leggero” riuscirà a “valorizzare aree ‘dimenticate'”, donando “nuova autostima a tutta un’Italia che forse soffre un po’ di marginalità”.

(di Daniela Giammusso/ANSA)