Motori: il mondo dello sport piange Aurelio La Rocca

La Rocca insieme a Cecotto durante un evento a Caracas. foto cortesia

CARACAS. – Il mondo dello sport in lutto per la scomparsa nella città di Caracas del pilota e meccanico italo-venezuelano Aurelio La Rocca (81 anni).

Nato a Policastro, in provincia di Salerno, nel 1939. A fine anni ’50, come tanti connazionali emigra in Venezuela, essendo uomo di mare per i primi cinque anni si stabilisce a La Guaira.

La sua passione per il rombo dei motori lo porta ad aprire nella localitá costiera la sua prima officina dove non solo ripara le moto degli altri, ma mette a punto anche la sua per le prove di alta velocitá.

Tra gli anni sessanta e settanta mette in bacheca due titoli nazionali e lascia il segno anche in diverse gare in giro per il Sudamerica.

Nel 1961, in sella ad una Itom, fa il suo esordio nel mondo dei motori partecipando nella categoria di 50 cc aggiudicandosi la vittoria a San Juan de los Morros.

Nello stesso anno, partecipa alla prima edizione de la “Vuelta Central a Venezuela”, in questa prova chiude la sua partecipazione all’ottavo posto, ma viene squalificato dopo un rifornimento di benzina.

Nel 1962, si trasferisce a Caracas, aprendo un’officina nel rione di Catia. Lí, insieme ad un’altro italo-venezuelano (anche lui pilota), Adamo Tursini, apre i battenti il “Taller Aurelio”. Entrambi diventano i migliori meccanici di moto nel valle capitolino.

Nel 1971, dopo uno scambio di motociclette con l’amico Tursini, vince il campionato nazionale della classe 250 cc. In quella stagione, si lasciò alle spalle a due pezzi da novanta come: Pedro José Betancourt e Ferruccio Dalle Fusine.

Grazie al suo físico, La Rocca era il pilota ideale per cilindrate come 50 cc, 100 cc, 125 cc e 250 cc. In queste categorie ha portato a casa tanti trofei durante tutta la sua carriera. Come accade con tutti i campioni dello sport, anche Aurelio La Rocca, aveva le sue superstizioni: in tutta la sua carriera ha sempre corso con il numero 2.

Oltre i confini del Venezuela ha partecipato nel Latinoamericano di 125 cc andato in scena a Bogotá dove tagliò il traguardo al secondo posto nel 1975.

Le sue abilità le ha mostrate in pista anche in Costa Rica, dove con 38 anni sulle spalle chiuse al terzo posto. In questa prova c’era in pista un altro italo-venezuelano, il sempre compianto Ivan Palazzese (allora 15enne) che vinse la gara.

Stando alle informazioni fornite dal collega, Ottavio Estrada, il pilota italo-venezuelano sfiorò la vittoria nelle 24 ore di Interlagos, un problema meccanico condizionò il finale della sua prova. In quell’occasione il suo compagno di squadra fu il venezuelano Oswaldo Quero Cantinflas.

In Venezuela ha sfidato campioni come: Andrea Ippolito, Víctor “Guaramaca” Bracamonte, Eduardo Brett, Ferruccio delle Fusine, Domingo Cortez, Pedro José Betancourt, Aldo Nannini, Gustavo Laya ed altri.

Appeso il casco al chiodo ha aiutato i giovani nella preparazione com’é il caso del bi-campione del mondo Carlos Lavado.

Fuori dalle pista era anche noto come un ottimo meccanico e tanti erano i clienti che visitavano la sua officina nel rione Prado de María, donde funziona “Rectimotos Aurelio”.

(di Fioravante De Simone)