Spagna, Ambasciatore Ecarri: “Anche medici venezuelani nella lotta contro il coronavirus”

MADRID – “Appena verificatisi i primi casi di coronavirus, i sanitari venezuelani residenti nel Paese, riuniti nell’‘Associazione dei Medici Venezuelani in Spagna’ si sono comunicati con noi. Ci hanno detto che erano disposti ad integrarsi al lavoro, nei diversi ospedali pubblici e privati. Purtroppo, però, non avevano ancora i diplomi universitari omologati, per i tempi che richiede il loro riconoscimento legale. Sono comunque medici specialisti, con esperienza professionale”. Lo afferma alla “Voce” l’Ambasciatore del Venezuela, Antonio Ecarri Bolívar, nel corso di una conversazione telefonica.

Il nostro Ambasciatore Antonio Ecarri Bolívar

– Abbiamo trasmesso al ministero degli Esteri spagnolo l’offerta dei nostri medici – prosegue l’Ambasciatore – e questo l’ha comunicata al ministero della Sanità. Due giorni fa, questa è stata una grata sorpresa per noi, il ministro della Sanità ha annunciato che avrebbe accettato l’aiuto dei medici stranieri i cui titoli universitari erano in processo di omologazione.

Quindi i medici venezuelani, in possesso del titolo di studio certificato dalle università venezuelane, potranno aiutare nella lotta contro il coronavirus e contribuire a sconfiggere la pandemia.

– Già da tempo – precisa il diplomatico -, si stava chiedendo alla Cancelleria un aiuto per rendere il processo di omologazione più fluido e veloce. Non in tutte le università si possono realizzare le omologazioni. Questo provoca ritardi. Comunque, i nostri medici sono stati accettati e oggi si stanno integrando nei centri di assistenza sanitaria a poco a poco.

– Di quanti medici stiamo parlando?

– In Spagna – assicura – ci sono circa 5mila medici venezuelani. Ma solo duemila sono registrati nell’associazione. Questi, per il momento, sono quelli che possiamo localizzare. L’Associazione ha una base dati con il loro nome, i loro indirizzi, le specialità mediche in cui si sono qualificati. Ce ne sono altri che già lavoravano in strutture sanitarie pubbliche o private. Ed altri ancora in processo di omologazione e di cui non conosciamo il luogo di residenza.

Il ministero della Sanità spagnolo

Spiega che i medici venezuelani sono in ogni parte del Paese. E questo facilita la loro inclusione nelle strutture sanitarie. Commenta inoltre che vi sono medici anche in quelle aree geografiche battezzate col nome di “España vaciada”. Anche qui, in queste piccole località che difettano di dottori, il sanitario venezuelano offre il suo contributo.

– Quali sono le specialità richieste in cui i nostri medici potranno offrire un aiuto?

– In tutte le specialità – assicura per poi aggiungere:

– È evidente che in questo momento in prima linea ci sono gli epidemiologi, gli specialisti in medicina generale e naturalmente i chirurghi.  Ma i medici venezuelani in Spagna sono presenti in tutte le specialità. Ci sono pazienti che hanno patologie pregresse che sono quelle che aggravano il quadro clinico. Sono persone con problemi respiratori, epatici e di cuore. Oggi sono quelle maggiormente a rischio.

Il nostro Ambasciatore, per concludere, sottolinea che si insiste molto sul tema della omologazione dei titoli universitari. E spera che una volta passata la crisi sanitaria provocata dal coronavirus si possa accelerare l’iter burocratico.

– Quello della omologazione – rimarca – non è un problema che riguarda solo i medici ma tutti i professionisti universitari.  Porta via troppo, troppo tempo. Ed intanto, questi professionisti sono impiegati in mansioni che non gli corrispondono e, quindi, non sono pagati secondo le loro vere competenze. Ad esempio, il settore odontologico. Non potendo essere contrattati come dentisti i nostri professionisti devono limitarsi al lavoro di assistente. E a volte neanche a quello.

Mauro Bafile