DanteDì ai tempi del Covid

Por @aldosognando

DanteDì si celebra il 25 marzo 2020 in Italia e nel mondo, per la prima volta nella storia si festeggia una giornata dedicata esclusivamente al padre della lingua italiana, una giornata dedicata al Sommo poeta, una giornata dedicata all’autore della Divina Commedia, dove è narrato un pellegrinaggio, il pellegrinaggio di ognuno di noi, attraverso i mondi di oltretomba in cerca di una riscoperta personale e per fare questo dobbiamo viaggiare fino il più basso degli inferni, dialogare, confrontarci e discutere con i nostri fantasmi e demoni e poter così risalire in superficie ed essere in grado di vedere le stelle senza smog o contaminazione ambientale e spirituale che ce le nascondino … ma la strada non finisce qui, al contrario, siamo appena all’inizio, perché dobbiamo purgare i nostri peccati, una cosa difficile, molto difficile in questi tempi di immediatezza e super accelerazione che le attuali dinamiche imprimono su ognuno di noi tutti peccatori, Gesù l’aveva già detto quando ha sfidato i maestri della legge a lanciare la prima pietra a chi si considerava libero di peccati e che cercava di affermarsi come giudici supremi e giusti, poiché è ancora più difficile riconoscerli, riconoscersi in loro. È come scalare una montagna la cui cima tocca lo stesso cielo, dobbiamo scalarla fino a raggiungere il nostro paradiso terrestre, e una volta lì, lavarci nei fiumi sacri per purificarci e dimenticare le nostre cattive azioni e rimanere solo con le nostre buone azioni, e adesso sì! ! Puri e disposti a salire alle stelle, dove abitano le anime buone per l’eternità, coloro che, come afferma Papa Francesco, hanno agito con misericordia, quella misericordia che, come l’aria che respiriamo, ci dà la vita, ci permette di liberarci ed essere felici, un’aria che in tempi di COVID ci serve tanto, ma tanto.

Il fatto che la prima celebrazione della data decretata dal parlamento italiano durante la sua sessione di venerdì 17 gennaio, per festeggiare Dante Alighieri, sia fatta nel mezzo di uno scenario drammaticamente virulento, che ha messo in ginocchio il mondo intero e il suo modo di concepire la propria esistenza, ha sicuramente dato a questa prima commemorazione una vera connotazione “dantesca”. La Madre Terra da tempo piangeva e supplicava di fermarci, i segni non mancavano, la nostro Pachamama era malata e gridava, ma le orecchie sorde si moltiplicarono fino a quando un piccolo e silenzioso nemico improvvisamente aprì i nostri occhi e il grido del silenzio ci ha esploso in faccia e sono i nostri polmoni a soffrire di più, siamo senza fiato, abbiamo perso la misericordia di cui parla il Papa. Terribile sensazione di soffocamento con cui il COVID ci punisce. Quest’anno chiamato 20 e 20 da quando è iniziato ci ha impregnato di paura, confusione e paura, la natura si sta rivelando a noi, dai terribili incendi all’attuale numero di malati. Le cancellazioni di incontri, eventi sportivi, sociali e culturali si moltiplicano. Se qualcuno o qualcosa cercava di simulare uno scenario dantesco nella vita reale, COVID lo sta facendo, ed è per questo che questo sarà la principale riflessione che faremo nei nostri circoli danteschi della Casa de Italia e l’UPEL a Maracay durante le nostre letture virtuali tramite Whatsapp il prossimo 25 marzo.

Una data che non è casuale poiché la maggior parte degli studiosi colloca lì, l’inizio del viaggio dantesco svoltosi l’anno del primo Giubileo, il 1300. Fortunatamente ci vogliono solo 24 ore per viaggiare attraverso quel mondo a cui si accede una volta varcata la soglia infernale e che sul suo architrave è scolpito quel messaggio oscuro: Per me si va ne la città dolente / per me si va ne l’etterno dolore / per me si va trala perduta gente // Giustizia mosse il mio alto fattore / fecemi la divina podestate / la somma sapienza e ‘l primo amore // Dinanzi a me non fuor cose create / se non etterne e io etterno duro / lasciate ogne speranza voi ch’intrate.

È nostra convinzione, presagio e fiducia che # tuttoandràbene perché #iorestoacasta seguendo così pienamente le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità:

OMS https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/advice-for-public

La nostra quarantena sarà decisiva per uscire di nuovo per vedere le stelle e che, da questa dura, durissima prova, usciremo rafforzati spiritualmente e inizieremo veramente a scalare il pendio del nostro viaggio sulla terra, della nostra stessa esistenza terrena e trascendere così puri e disposti a salire sulle stelle, fino la parte più alta del cielo, fino la purezza dell’Empireo.

DANTEDÌ inizia quest’anno sotto il segno del COVID, e per calmare la nostra incertezza riceviamo le racconfortanti e necessarie parole https://vimeo.com/398213374 del presidente della Società Dante Alighieri nel Mondo www.ladante.it, che nel 1968 e raccogliendo lo spirito del Il Concilio Vaticano II, fonda la Comunità di Sant’Egidio, composta da laici che vivono pienamente inseriti nel mondo, nella dispersione della vita delle grandi città moderne e dove il messaggio di fraternità e soprattutto di pace è al centro delle loro preghiere. Per i 50.000 membri di questa comunità presenti in 70 paesi, il principale riferimento spirituale è quel senso segnato dalla misericordia di Dio verso i malati, che sono già così tanti. https://www.santegidio.org/pageID/30008/langID/es/LA-COMUNIDAD.html

Il viaggio Dantesco rappresenta oggi un’opportunità di riscoperta verso ciò che oggi stiamo facendo con noi e il nostro ambiente, con noi e il nostro prossimo. Il 25 marzo, quindi, celebriamo tutti insieme leggendo Dante e riflettendo sul nostro viaggio terreno.

https://www.raicultura.it/speciali/dantedi/