Onu lancia un piano anti-virus per i Paesi più deboli

Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres.(ANSA/ EPA/OMER MESSINGER)

NEW YORK. – La pandemia di coronavirus “sta minacciando l’intera umanità”, e per questo il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha lanciato un piano anti-virus di risposta umanitaria globale chiedendo donazioni per due miliardi di dollari.

“L’intera umanità deve combattere. Le risposte dei singoli paesi non saranno sufficienti”, ha detto il leader del Palazzo di Vetro presentando il progetto – riferito al periodo tra aprile e dicembre – per combattere la malattia in America Latina, Africa, Medio Oriente e Asia.

L’obiettivo è cercare di proteggere milioni di persone, “consentire di affrontare il virus nei Paesi più poveri del mondo e soddisfare le esigenze dei più vulnerabili, tra cui donne e bambini, anziani, disabili e malati cronici”, ha spiegato Guterres nel corso della conferenza stampa virtuale a cui hanno partecipato anche il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, il capo degli affari umanitari delle Nazioni Unite, Mark Lowcock, e la direttrice esecutiva dell’Unicef, Henrietta H. Fore.

Secondo il piano, l’Oms dovrebbe ricevere 450 milioni di dollari, l’Unicef 405 milioni e il Pam 350 milioni. Guterres ha domandato ai governi “pieno sostegno”, chiedendo ai Paesi membri di non interrompere i fondi che già stanziano per gli aiuti umanitari per 100 milioni di persone in tutto il mondo ogni anno, altrimenti la pandemia potrebbe portare ad altre epidemie, ad esempio colera e morbillo.

Il piano umanitario sarà attuato dalle diverse agenzie delle Nazioni Unite con un “ruolo diretto” per le Ong, e coordinato da Lowcock. I fondi raccolti consentiranno di acquistare attrezzature mediche per testare e curare i malati, installare punti per il lavaggio delle mani nei campi profughi, lanciare campagne di informazione e creare ponti aerei umanitari con Africa, Asia e America Latina.

Le esigenze specifiche di diversi Paesi sono ancora in fase di elaborazione, ma si parla di priorità per nazioni tra cui Afghanistan, Libia, Siria, Centrafrica, Sud Sudan, Yemen, Venezuela, Ucraina, e si analiza anche la situazione in Iran e Corea del Nord.

(di Valeria Robecco/ANSA)