Anche la Spagna supera la Cina per numero di morti

Le unitá militari d'emergenza UME trasladano corpi alla pista di pattinaggio "Palacio de Hielo" di Madrid.
Le unitá militari d'emergenza UME trasladano corpi alla pista di pattinaggio "Palacio de Hielo" di Madrid. (ElPais/Víctor Sainz)

ROMA.  – Lunedì sono state 462 le persone uccise in 24 ore dal Covid-19, martedì il numero è salito a 514, mercoledì a 738: una progressione inesorabile che ha portato anche la Spagna, dopo l’Italia, a sorpassare la Cina per numero di morti provocate dall’epidemia di coronavirus.

In totale le vittime sono ormai più di 3.400, mentre il numero dei pazienti è schizzato ulteriormente verso l’alto del 20% sforando quota 47.600. Senza risparmiare neppure il governo di Madrid: dal primo tampone eseguito nei giorni scorsi è arrivata la conferma che anche la vicepremier Carmen Calvo, ricoverata da domenica, è stata contagiata. Prima di lei, altri due ministri e la moglie del premier Pedro Sanchez erano stati infettati.

La situazione costringerà gli spagnoli a rimanere blindati nelle loro case ancora almeno fino a Pasqua. Il Parlamento spagnolo ha dato il suo via libera alla proroga fino all’11 aprile delle misure di confinamento decise dal governo per limitare la diffusione del virus. Tutti i partiti, tranne Vox, si sono detti d’accordo. Dal 14 marzo, i cittadini spagnoli possono uscire soltanto per fare la spesa, per andare a lavorare e per pochissime altre eccezioni come portare fuori il cane.

Finora il governo di Madrid ha invece escluso l’eventualità di interrompere le attività economiche non essenziali come ha fatto l’Italia e come hanno richiesto in Spagna alcune regioni.

Quella della capitale resta la zona più colpita, dove si registra oltre la metà dei morti, 1.825, e più di 14.500 persone contagiate. In Catalogna, altra regione messa a dura prova dall’epidemia, un rapporto del governo locale prevede l’arrivo del picco addirittura per fine aprile e ipotizza nello scenario peggiore che solo nella regione autonoma si possa arrivare a 13.000 morti.

L’emergenza sta portando al collasso il sistema sanitario del Paese. I reparti degli ospedali sono intasati dal constante arrivo di nuovi pazienti in gravi condizioni. C’è il problema dei medici che continuano ad ammalarsi: sono oltre 5.400 gli operatori sanitari rimasti infettati dal virus, vale a dire circa il 12% del totale.

E poi mancano le forniture mediche, una situazione che negli ultimi giorni ha attirato critiche al governo centrale da parte di varie autorità e associazioni regionali. Per far fronte alla carenza di materiale medico anche la Spagna si è rivolta alla Cina, firmando un contratto da quasi mezzo miliardo di euro con Pechino: nelle prossime settimane, arriveranno nel Paese 550 milioni di mascherine, 5,5 milioni di kit per test rapidi, 950 respiratori e 11 milioni di paia di guanti.

Anche la Spagna conta sulla solidarietà dell’Europa, soprattutto per quanto riguarda la risposta da dare alle conseguenze economiche della crisi. Venti miliardi di aiuti di stato, ha assicurato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, salveranno occupazione e imprese.

Il Paese potrebbe inoltre ricevere 11 miliardi dalla nuova iniziativa di investimento varata dal Fondo sociale europeo.

(di Salvatore Lussu/ANSA)