Blackout in Venezuela, il Governo: “Un sabotaggio”

Presidente Maduro
Il Dipartimento di Stato Usa sostienen che il tentativo di invasione via mare del Venezuela denunciato da Caracas potrebbe far parte di una "rilevante campagna di disinformazione" condotta dal presidente Nicolas Maduro

CARACAS – Il Dipartimento di Stato rispedisce al mittente ogni accusa. Il presidente Trump nega un suo coinvolgimento. E il presidente Maduro incalza.

Il recente tentativo di invasione via mare del Venezuela ha provocato il caos politico. E il botta e risposta della diplomazia tra Venezuela e Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato nordamericano, di fronte alle denunce del governo Maduro, specula. E suggerisce una “rilevante campagna di disinformazione”, giostrata dall’abile macchina propagandistica venezuelana.

– Cerchiamo di saperne di più – afferma prudente il portavoce del Dipartimento di Stato -. Indaghiamo sulle attività dei due cittadini americani di cui le autorità venezuelane hanno annunciato l’arresto.

Ma il presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente, Diosdado Cabello, non ha dubbi. E afferma che le indagini dimostreranno senza ombra di dubbio che dietro il recente tentativo d’invasione di gruppi paramilitari vi sono gli Stati Uniti.

Blackout

E mentre il presidente Maduro orienta l’attenzione dei venezuelani sulla presunta invasione di “mercenari”, un importante blackout ha interrotto ieri l’erogazione dell’energia elettrica in numerosi rioni della capitale e in vaste aree della provincia.

Blackout, Delcy Rodríguez: "Un Sabotaggio"
Blackout, Delcy Rodríguez: “Un Sabotaggio”

La vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez ha denunciato “un attacco” premeditato. E ha reso noto, attraverso le reti sociali, che “il Sistema elettrico nazionale ha subito un attacco alle sue linee trasmissione del settore 765, appena ore dopo il tentativo fallito di incursione terroristica contro il Venezuela”. Quindi, per il governo, un blackout provocato.

La vicepresidente ha assicurato che “la rivoluzione vincerà!”.

Oltre ai quartieri della Caracas, sono stati colpiti dal blackout nove Stati: Miranda, Táchira, Zulia, Cojedes, Anzoátegui, Guárico, Sucre, Aragua y Carabobo. Ma altre fonti, legate all’opposizione, sostengono che l’interruzione dell’erogazione di energia elettrica ne ha colpiti 17.

La mancanza di acqua, diventata già cronica, l’interruzione del servizio elettrico, pane quotidiano specialmente per chi vive nella provincia, la carenza di prodotti per l’igiene inquietano per il loro impatto sanitario. Infatti, rendono precaria l’igiene personale, essenziale per combattere la pandemia.

Pandemia e crisi umanitaria

Caritas Internationalis ha manifestato preoccupazione “per la grave crisi umanitaria che sta facendo seguito alla diffusione della pandemia”. Ed esorta la comunità internazionale ad intraprendere azioni coraggiose e immediate. Oltre alla diffusione del virus, inquietano le conseguenze dovute alla denutrizione.

In tutto il mondo, sostiene Caritas Internazionalis, il numero di persone sull’orlo della fame è destinato “a raddoppiare a causa delle conseguenze economiche legate alla pandemia e potrebbe raggiungere quota 230 milioni di persone”.

Molti Paesi del Medio Oriente, dell’America Latina e dell’Asia, prosegue Caritas Internationalis, “sono già sull’orlo di una grave crisi alimentare che sta comportando un importante aumento della malnutrizione infantile e del numero di adulti che soffrono la fame”.

Venezuela è tra i paesi considerati a rischio. La crisi economica e l’iperinflazione allontanano i consumatori dai supermarket e dai piccoli generi alimentari. La dollarizzazione e la carenza di beni di consumo rendono precaria l’esistenza dei venezuelani. La distruzione del potere d’acquisto e la riduzione dei posti di lavoro, dal canto loro, aumentano la povertà.