Riapre Gambrinus, brindisi con il caffè senza turisti

Brindisi con caffè per festeggiare la riapertura del Gambrinus.
Brindisi con caffè per festeggiare la riapertura del Gambrinus. ANSA / CIRO FUSCO

NAPOLI. – “Il Gambrinus è sopravvissuto a due guerre mondiali, al terremoto dell’80, al colera, resisterà anche al covid19 e resterà un faro per la città”. Così Massimiliano Rosati, uno dei proprietari della storica caffetteria partenopea che dà su Piazza del Plebiscito, celebra la riapertura del bar avvenuta stamattina con il via libera alle consumazioni ai tavoli anche in Campania.

Il Gambrinus non aveva riaperto nelle ultime due settimane perché il core business dell’azienda non è il caffè al volo ma la consumazione-conversazione al tavolo, nel godersi la piazza simbolo della città. “Fortunatamente – spiega Rosati – i tavoli possono essere più vicini di quanto sembrava e li abbiamo posizionati ottemperando alle indicazioni. Stamattina abbiamo celebrato Daniela, la prima cliente, una salernitana che vive da tanti anni a Roma. Abbiamo deciso di aprire facendo un brindisi con una tazzina di caffé, per augurarci il meglio, anche se sappiamo che il periodo è ancora difficile”.

Il Gambrinus riparte, guardando al futuro con la forza della storia. Ai suoi tavoli hanno bevuto Oscar Wilde, Gabriele D’Annunzio e Jean Paul Sartre, si sono rilassati Eduardo De Filippo e Totò, si sono intrattenuti i presidenti della Repubblica da Enrico De Nicola a Napolitano e Mattarella.

Tutti appassionati dei suoi dolci e del caffè, simbolo di un bar che nell’800 venne aperto con il nome di un nobile delle Fiandre a cui si attribuisce l’invenzione della birra. Un tocco di esotismo per una caffetteria che viene invece identificata in tutto il mondo con Napoli.

“I turisti amano il Gambrinus – ricorda Rosati – non perdono la tappa per godersi il Plebiscito. Da chi viene per passare alcuni giorni a Napoli fino ai crocieristi, che nella giornata partenopea ci inseriscono tra le loro tappe. Quest’anno non ci saranno, ma li aspettiamo”.

Li aspettano anche i dipendenti del bar, richiamati al lavoro, ma non tutti: “Abbiamo circa 40 dipendenti – spiega Rosati – ma al momento ne abbiamo richiamati la metà. Oggi c’è stato un movimento blando di clienti come ci aspettavamo, le persone sono ancora un po’ timorose e il turismo non c’è, ma siamo fiduciosi, abbiamo avuto grandi manifestazioni di affetto, in tanti ci hanno chiamato per complimentarsi e ci hanno dato una grande energia positiva. La scorsa settimana abbiamo celebrato i 160 anni e abbiamo avuto gli auguri di Bocelli, Gassmann, Rosolino, ci hanno promesso che torneranno presto. Tutto ripartirà”.