Madrid non segue l’Italia: “Fase 2 troppo veloce”

La piazza "Puerta del sol" di Madrid
La piazza "Puerta del sol" di Madrid (ANSA/EPA)

ROMA.  – Nell’affrontare l’emergenza sanitaria per la pandemia da coronavirus, la Spagna ha seguito passo dopo passo la strada tracciata dall’Italia, pioniera nell’Europa del lockdown e con cui condivide il dramma di un devastante numero di vittime, quasi 30 mila.

Madrid adesso però si sgancia da Roma: il premier Pedro Sanchez e il suo governo temono che il corso intrapreso al momento dall’Italia sulla “fase due” sia precipitoso e ritengono – scrive El Pais citando fonti infórmate – che il Paese si stia assumendo un rischio molto elevato.

“L’Italia va troppo in fretta nella de-escalation, magari andrà tutto bene però stanno rischiando molto”, avrebbe detto Sanchez commentando gli ultimi sviluppi con suoi collaboratori, stando a fonti dell’esecutivo spagnolo citate dal quotidiano. E ancora le fonti sottolineano come alla Moncloa la sensazione sia che sul premier italiano Giuseppe Conte abbiano prevalso le ragioni dell’economia rispetto ai moniti di alcuni esperti scientifici.

Il contatto tra i governi dei due Paesi è molto fluido, scrive ancora El Pais, hanno parlato molto, a tutti i livelli, politico e tecnico, comprese le squadre che hanno preparato il piano della de-escalation. Ma questa volta Roma e Madrid non procederanno mano nella mano.

Il quotidiano mette infatti in evidenza come in Italia siano ripartite quasi tutte le attività e che il 3 giugno si riapriranno le frontiere ai turista europei, mentre la Spagna non pensa di consentire spostamenti, nemmeno interni, almeno fino alla fine di giugno: il ministero della Sanità spagnolo non intende consentire il movimento fra le province fino a luglio e punta su un avvio tardivo della stagione estiva che resta centrata sul turismo nazionale. Sulla riapertura delle frontiere poi, di fatto non c’è una data.

Sanchez, da settimane il più inflessibile fra i membri del governo, ha optato per ascoltare i tecnici che sottolineano il rischio di un ritorno dei contagi rispetto ad alcuni ministri economici che spingono per riaprire il più presto possibile, spiega ancora il giornale, sottolineando appunto come Conte abbia dato priorità all’economia nonostante l’opinione contraria di alcuni dei suoi epidemiologi, lasciando per lo più la de-escalation in mano alle regioni.

“Una decisione che Sanchez, in piena battaglia con Madrid, si è rifiutato di prendere proprio per garantire che prevalga il criterio degli esperti e non quello economico”, scrive El Pais.

Fonti della Moncloa citate dal quotidiano insistono che sia meglio al momento sopportare anche se l’economia soffre, piuttosto che rischiare di dover tornare indietro e distruggere l’economia completamente. Soprattutto il turismo, il settore che più fa pressione: “In Italia c’è molta pressione da parte del settore turistico. Anche da noi, ma stiamo optando per la prudenza, loro si stanno assumendo un rischio molto alto”.