Un 2 giugno tra tristezza e speranza

Questo 2 Giugno si commemora dopo una quarantena che sembrava interminabile
Questo 2 Giugno si commemora dopo una lunga quarantena

Non sarà la celebrazione tradizionale, come le tante alle quali si soleva assistere in occasioni simili. Il 2 Giugno, quest’anno, non si commemora festeggiando quello che fu, nel lontano 1946, l’inizio della stagione repubblicana. Il nostro pensiero, oggi, è rivolto alle tante vittime del covid-19; alla strage provocata dalla pandemia.

L’Italia, in questo 2 Giugno, non è la stessa di appena qualche settimana fa. Raccolta nel dolore provocato dal lutto che ha colpito migliaia di famiglie, oggi, è più forte ma anche più cosciente delle proprie debolezze. I 75 anni di pace ininterrotta, di democrazia e benessere, di progresso e conquiste sociali ci avevano convinto che tutto ci era dovuto. La pandemia di colpo ci ha richiamato alla realtà. Ci ha ricordato le nostre limitazioni e le nostre responsabilità.

Questo 2 Giugno si commemora dopo una quarantena che sembrava interminabile e durante una fase di ritorno graduale ad una quotidianità che non sarà quella che conoscevamo. È una data importante. Segna lo spartiacque tra la fine della monarchia e l’inizio di una democrazia le cui istituzioni sono state più volte messe a prova. La nostra Repubblica ha vissuto con ottimismo la ricostruzione del Paese dopo la devastazione della guerra. Ha trovato la forza di reagire al rigurgito fascista e agli anni di piombo. Ha saputo voltare pagina, dopo il terremoto provocato da tangentopoli, e trovato energie per reagire alla grande recessione provocata dalla crisi dei subprime. Saprà risollevarsi anche da questa nuova terribile tragedia.

Questo 2 Giugno deve essere motivo di riflessione. È l’occasione per meditare su quanto sia importante investire su una sanità pubblica forte e accessibile a tutti. E sulla ricerca medica, non per sostituirci a Dio ma per avanzare verso un benessere sempre più sostenibile. È anche un motivo per meditare su quanto importante sia rispettare la natura e l’ambiente. E quanto sia imprescindibile abbattere le frontiere, cancellare i falsi nazionalismi e dare nuova vitalità e significato al progetto europeo.

Per chi vive all’estero, in particolare oltreoceano, il 2 Giugno ha sempre avuto un valore speciale. Ma questo 2 Giungo, anche tra noi, deve rappresentare un motivo di riflessione sul vero valore della solidarietà. E su quanto sia importante integrarsi nel tessuto sociale del paese in cui si vive. Le nostre Collettività all’estero dovranno trovare la forza per superare questa fase tanto dolorosa e un’unione e solidarietà senza le quali non sarà possibile affrontare le sfide del futuro. Forza, unione e spirito di solidarietà che saranno determinanti per non abbandonare i connazionali più in difficoltà; per non voltare loro le spalle in questo frangente.

Ora, per tutti, si apre una stagione assai difficile. Il covid-19 non è stato sconfitto. È un nemico invisibile con il quale, fino a quando non sarà scoperta una cura, dovremo imparare a convivere.  La pandemia non solo lascia un profondo dolore nel seno delle famiglie colpite dal lutto, ma anche una lacerante ferita nel tessuto economico di tutti i paesi. I prossimi saranno mesi complicati, segnati da una grave recessione, un elevato numero di aziende che probabilmente non riusciranno a sopravvivere e una crescente disoccupazione. Sarà questa la prossima sfida: trasformare la crisi in opportunità. Opportunità per avanzare verso una società più giusta e inclusiva e uno sviluppo sostenibile nel rispetto dell’ambiente.

Mauro Bafile