Clima: l’Italia si scalda più della media mondiale

La spiaggia di Piscinas (Arbus, Medio Campidano), in Sardegna.
La spiaggia di Piscinas (Arbus, Medio Campidano), in Sardegna. 10 luglio 2019. ANSA/STEFANO SECONDINO

ROMA. – In Italia il riscaldamento globale è peggiore che nel resto del mondo, la Pianura Padana è fra i posti in Europa con l’aria più inquinata, neanche metà dei fiumi è in buono stato ecologico e il consumo del suolo avanza. In compenso, le emissioni di gas serra sono in calo, e l’Italia è fra i paesi europei che consumano meno risorse per produrre.

L’Annuario Ispra dei dati ambientali 2019 racconta così la natura del Belpaese. Secondo il centro studi del ministero dell’Ambiente, il riscaldamento globale in Italia è più forte rispetto alla media mondiale. Per fortuna, le emissioni di gas serra continuano a diminuire, anche se troppo lentamente: rispetto all’anno precedente, -0,9% nel 2018, -2% nel 2019 e -5,5% nel 2020 (con la complicità del lockdown).

L’Italia è poi terza nell’Unione europea per la “produttività delle risorse”, l’indice che descrive il rapporto tra il pil e la quantità di materiali utilizzati per produrre. Dati sullo stato di salute dell’ambiente in Italia, illustrati in videoconferenza al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli (Pd).

“L’ambiente – ha detto Conte – deve essere integrato in qualsiasi politica, a qualsiasi livello perché riguarda il supporto alla vita”. “Abbiamo posto grandissima attenzione ai temi del Green New Deal. È una transizione che ha una portata epocale, richiede tanti costi ma porta anche grandi benefici”.

Nell’ambito del Recovery Fund della Ue, ha aggiunto Sassoli, “non possiamo permetterci di lasciare indietro quei programmi ecologici che a inizio della legislatura erano stati messi sul tavolo con grande ambizione”.

In termini di numeri, il rapporto Ispra fotografa un’Italia dove, nel 2018, la temperatura è stata più alta di 1,71 gradi rispetto alla media del trentennio 1961-1990. La media mondiale sulla terraferma nel 2018 è stata maggiore di 0,98 gradi rispetto allo stesso trentennio.

La temperatura nel nostro Paese negli ultimi 40 anni è aumentata di 0,38 gradi al decennio: un livello che ci allontana dagli obiettivi dell’Accordo di Parigi sul clima. Il Bacino padano, rileva poi l’Annuario, è una delle aree dove l’inquinamento atmosferico è più pesante in Europa. Nel 2019, il valore limite giornaliero del PM10 è stato superato nel 21% delle stazioni di monitoraggio. Rispettati invece i limiti per i PM2,5.

Uno degli effetti del lockdown è stata la riduzione del biossido di azoto tra il 40 e 50 per cento nelle regioni del Nord e nella Pianura Padana. “Dati recenti – commenta l’ assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo – confermano che l’emissione pro capite della Lombardia è più bassa di quella media Europea per PM10 e NOX”.

E ancora sugli altri indicatori, dal rapporto Ispra emerge che nelle acque superficiali, il 24,4% dei punti monitorati mostra concentrazioni di pesticidi superiori ai limiti di qualità ambientale. Il 6% nelle acque sotterranee. Sono i pesci d’acqua dolce i vertebrati più minacciati in Italia (48% delle specie), seguiti dagli anfibi (36%) e dai mammiferi (23%). Tra le piante più tutelate dalle norme UE, il 42% è a rischio. Il 2,2% degli italiani vive in zone ad elevato rischio di frane.

Inoltre il consumo del suolo è avanzato al ritmo di 2 metri quadri al secondo fra il 2017 e il 2018, cementificando o asfaltando 23.000 km2. Dopo la crisi del 2008 aveva rallentato, ma dal 2018 ha ripreso a crescere. Ora, però, ha evidenziato il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, con il superbonus del 110% si può lavorare sulla rigenerazione dell’esistente. Mentre ha evidenziato il ruolo degli agricoltori come alleati della biodoversità.

Oggi l’Eurostat ha certificato che l’Italia è l’ unica grande economia agricola dell’Ue ad aver visto una riduzione delle vendite dei pesticidi dal 2011 al 2018. Oltre il 20% in meno.

(di Stefano Secondino/ANSA)