Università: la scalata degli atenei italiani nella classifica globale Qs World Rankings

La cerimonia di laurea degli studenti dell’università di Bologna in piazza Maggiore,
La cerimonia di laurea degli studenti dell’università di Bologna in piazza Maggiore, (Contrasto/ Martino Lombezzi )

ROMA. – Il Politecnico di Milano si piazza al 137mo posto, guadagna dodici posizioni e si conferma per il sesto anno consecutivo la prima Università Italiana nella diciassettesima edizione del QS World University Rankings, la classifica universitaria globale più consultata al mondo, ottenendo il proprio risultato migliore e il secondo miglior risultato nazionale di tutte le edizioni.

Il MIT Massachusetts Institute of Technology domina la classifica come migliore ateneo al mondo per il nono anno consecutivo. Con 36 università classificate, l’Italia è il settimo paese più rappresentato al mondo in questa edizione del Qs World University Rakings e il terzo dell’Unione Europea, dopo il Regno Unito (86) e la Germania (45) e prima di Francia (28) e Spagna (26).

In particolare, l’Università di Bologna sale al 160mo posto, un salto in avanti di diciassette posizioni; La Sapienza – Università di Roma scala trentadue posizioni e rientra di nuovo tra le top 200, conquistando il 171mo posto. Il Politecnico di Torino avanza di ben quaranta posizioni, e ora occupa il 308mo posto.

Per sedici Università italiane la posizione è invariata rispetto allo scorso anno; tredici Università nazionali salgono in classifica, tre scendono e quattro sono new entry come come l’Università Vita-Salute San Raffaele che debutta al 392mo posto, un risultato importante per una giovane Università, fondata nel 1996.

Le altre new entry sono la Libera Università di Bolzano (601-650), l’Università della Calabria e l’Università Politecnica delle Marche (801-1000). La classifica si basa su una ricerca che include le opinioni di 102,662 docenti, accademici e ricercatori e di 51,649 manager e direttori delle risorse umane. Comprende l’analisi di 18.530.368 pubblicazioni scientifiche, e di 138.397.765 citazioni.

Quest’anno sono cambiati i criteri di inclusione e non rientrano nella classifica università prestigiose come la Scuola Superiore S.Anna e La Normale di Pisa. “Abbiamo già espresso con lettere indirizzate al management di QS Quacquarelli Symonds – spiegano Luigi Ambrosio, direttore della Scuola Normale Superiore e Sabina Nuti, rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna – la nostra perplessità riguardo all’esclusione della Scuola Normale Superiore e della Scuola Superiore Sant’Anna dalla classifica generale QS World University Rankings 2021.

Ci è stato spiegato che, da quest’anno, non saranno incluse le università che non rilasciano il titolo di laurea: gli studenti normalisti e santannini conseguono infatti il diploma di laurea presso l’Università di Pisa e, nell’ambito delle scienze politiche e sociali della Scuola Normale Superiore, presso l’Università di Firenze.

Si sottolinea inoltre che, in particolare, la Scuola Superiore Sant’Anna eroga un titolo congiunto per ben sette percorsi di laurea magistrale con le università di Pisa, Trento e Firenze, contribuendo al 50 per cento di questi stessi percorsi”.

Ben Sowter, Direttore QS Intelligence Unit, commenta: “La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e la Scuola Normale Superiore di Pisa sono due prestigiose realtà italiane con una solida reputazione internazionale e QS continuerà a misurare la loro indiscussa eccellenza nel QS World University Ranking by Subject, la classifica delle migliori Università al mondo suddivisa in oltre 50 discipline di studio”.

In generale, sui risultati italiani per Ben Sowter “Quest’anno si assiste ad un trend positivo e di crescita per la maggior parte delle Università italiane grazie ad un miglioramento della reputazione accademica e dell’impatto della ricerca prodotta”.