Cento anni Alberto Sordi, l’omaggio al più grande

Alberto Sordi in una famosa scena del film "I vitelloni", diretto da Fellini.
Alberto Sordi in una famosa scena del film "I vitelloni", diretto da Fellini. (ANSA)

ROMA. – “Alberto, il più grande, non sono ammessi altri paragoni”: Carlo Verdone chiude subito così ogni azzardo con Sordi quando ricorda l’attore che oggi avrebbe compiuto 100 anni. “Avremmo dovuto inaugurare oggi il suo archivio, un materiale imponente sottoposto a vincolo della sovrintendenza per il particolare interesse storico visto che racconta la sua storia e quella del cinema italiano, perché Alberto a differenza di Fellini conservava tutto anche scontrini, biglietti, inviti qualunque cosa era messa da parte, ma è tutto rimandato.

Il 16 settembre la mostra nel piazzale antistante la sua villa sarà finalmente inaugurata dopo lo stop proprio nei giorni del lockdown” dice Giambattista Faralli, vicepresidente della Fondazione Alberto Sordi. Nella sala della Protomoteca del Campidoglio, presente la sindaca Virginia Raggi e gli ex sindaci Francesco Rutelli (giusto 20 anni fa fece felice Sordi nominandolo sindaco per un giorno) e Valter Veltroni (cui spettò organizzare il 26 febbraio 2003 la camera ardente con quel fiume infinito di gente a salutarlo) Roma ricorda il suo cittadino illustre, “capace di stabilire un’empatia unica con il suo pubblico”, dice la Raggi che si augura che le procedure siano al termine e che la piazza antistante l’ingresso della villa sia presto intitolata alla sorella Aurelia.

Un murales di Harry Greb è apparso a Trastevere – dove in via San Cosimato all’altezza del civico 7 nasceva: c’è Alberto versione Nando Moriconi che in moto porta Virginia Raggi. L’omaggio in Campidoglio, con le testimonianze di Carlo Verdone, Christian De Sica, Massimo Ghini, Edoardo Pesce ha anche un momento non rituale: gigantesco e incorniciato fa il suo ingresso, portato da due pizzardoni come li chiamerebbe lui, il poster vintage, 1960, del Vigile.

Dove sarà appeso? “Certamente in un posto strategico del Campidoglio – risponde all’ANSA la sindaca – non sapevo di questo bellissimo regalo ma troveremo un luogo degno”.

Alla mostra del centenario, curata da Alessandro Nicosia, si sono prenotate già 18 mila persone. E appena possibile anche la villa con affaccio sulle terme di Caracalla, sarà aperta. “Aurelia con enorme lungimiranza creò la Fondazione Alberto Sordi nel 2011 per curare la memoria del fratello stabilendo che la villa non potrà avere mai altra destinazione se non quella museale. La lasceremo intatta -dicono il presidente Italo Ormanni e il vicepresidente Faralli – con tutti i suoi ambienti leggendari come la barberia, i ricordi e negli spazi esterni cercheremo con mostre e attività di rendere sempre vivo questo luogo”.

Di film ancora vivi ha parlato il ministro Dario Franceschini: “Quella leggerezza, quel disincanto, quella ironia accompagnata a una sottile amarezza che ancora oggi cogliamo nel guardare i suoi film sono ancora vivi nei suoi personaggi, di cui ognuno di noi serba un personale e divertito ricordo”.

Christian De Sica si lascia andare ai ricordi: “Zio Alberto – dice – veniva a cena a casa nostra due volte a settimana. Come mio cognato Carlo (Verdone ndr), devo a lui tantissimo: mio padre Vittorio è dna ma la mia ispirazione di attore è stata Alberto. Prima di morire mi ha regalato un paio di gemelli che custodisco e mi ha detto: ogni volta che vedi una mia fotografia accendi un moccolotto sotto così ti ricordi di me. Bastava un suo sguardo per interpretare una scena”.

Di Sordi attore parla Verdone. “E’ una maschera unica degna della commedia dell’arte, per me più importante di Rugantino. Fece una grande rivoluzione rispetto alle regole dell’Accademia, scardinandone i tempi, le pause, sempre disinvolto, sempre graffiante. Con i suoi film ci ha voluti bene. Per me la sua immagine al cinema è legata ai film della fine degli anni ’50 e dei ’60 quando seppe interpretare l’Italia che funzionava, gli italiani che avevano un orizzonte splendente. Ma oltre quegli anni ha attraversato tutta la nostra vita con i suoi film, un grande gigantesco attore e uomo”.

(di Alessandra Magliaro/ANSA)