Riaprono gli studios di Bollywood, ma niente baci, né over 65

Attori danzano in uno spettacolo di Bollywood.
Uno spettacolo di Bollywood. ANSA/EPA/FRANCISCO GUASCO

NEW DELHI.- Riaprono gli studios di Bollywood, ma i cancelli della capitale del cinema indiano resteranno chiusi per star come Big B, l’amatissimo Amitav Bachchan, il divo che alcuni milioni di indiani considerano un dio vivente.

La ragione: Bachchan ha 77 anni, 12 in più dei 65 anni sopra i quali un attore non può essere ammesso.

Lo proibiscono le restrizioni contenute nelle linee guida sottoscritte ieri, dopo un mese di trattative, tra esponenti delle “majors”, rappresentanti degli attori e sindacati dei tecnici per tornare a filmare, ma protetti dal Covid-19.

Il governo del Maharasthta, che a oggi è lo stato più toccato dal contagio in tutta l’India, con oltre 147mila casi, aveva dato l’ok alla ripresa delle attività dell'”industria dei sogni”, che dà lavoro a milioni di addetti, già ai primi di giugno, ma la discussione per definire i criteri di salvaguardia dal contagio si è protratta per settimane.

Oltre ai divieti per chi ha più di 65 anni, i nuovi “ciak in campo” dovranno rispettare altre limitazioni: addio alle scene “elaborate e stravaganti”, addio ai matrimoni, “topos” immancabile in ogni titolo uscito da Bollywood, niente duelli o combattimenti corpo a corpo.

E addio anche ai baci, vietatissimi, e agli abbracci: un ritorno, se le regole del distanziamento resteranno in vigore, all’austerità bacchettona del cinema indiano degli anni Ottanta, quando gli innamorati non si sfioravano e i momenti top erano segnati da melodie strappacuore, con immagini sfocate di mazzi di fiori che esplodevano.

Tempi duri anche per gli addetti al “trucco e parrucco”: gli attori dovranno arrivare sui set già pronti e ben pettinati, a dispetto del caldo e dell’umido che fanno colare il cerone e increspano i capelli.