Casi ‘silenti’ dietro al 50% dei contagi Covid

Controllo della temperatura al lido di Porta Nova a Milano.
Controllo della temperatura al lido di Porta Nova a Milano.. Ansa/Matteo Corner

ROMA. – Il problema posto da Galvani è che anche isolando tutti i casi con sintomi potrebbe non bastare ad evitare nuovi focolai, se individui senza sintomi e ignari di avere contratto il virus continuano a girare liberamente. Per i loro calcoli teorici gli scienziati Usa sono partiti dai dati emersi da diverse ricerche secondo cui dal 17,9% al 30,8% di tutte le infezioni sono asintomatiche.

Assumendo valido il dato di un 17,9% di asintomatici, Galvani ha stimato che le persone in fase pre-sintomatica sono responsabili del 48% dei contagi, mentre gli asintomatici del 3,4%. Se invece si assume valido il dato del 30,8% di casi asintomatici, i modelli stimano che i contagiati in fase pre-sintomatica sono responsabili del 47% delle infezioni e gli asintomatici del 6,6% dei contagi.

Il gruppo di ricerca ha quindi concluso che anche isolare immediatamente tutti i casi di infezione con sintomi non è una misura sufficiente, da sola, a tenere a bada la diffusione del SARS-Cov-2.

Per evitare che un futuro focolaio vada ad interessare più dell’1% della popolazione, spiega Galvani, sembrerebbe necessario identificare prontamente e isolare rapidamente oltre un terzo degli individui senza sintomi, oltre naturalmente a tutti i casi sintomatici.

I ricercatori sottolineano quindi la necessità di test a tappeto e anche del contact tracing per evitare che pre-sintomatici ed asintomatici diventino un veicolo silente di nuovi focolai.